Gestiva una casa di appuntamenti arrestato il “pastore dell’amore”
L’uomo ufficialmente faceva l’allevatore, ma nel suo appartamento lavoravano diverse prostitute Davanti alla sua casa a Macomer molti clienti in attesa che hanno insospettito le forze dell’ordine
MACOMER. Quel movimento di persone in un appartamento poco distante dalla centrale piazza San’Antonio non era passato inosservato e la polizia lo teneva sotto controllo da tempo. Un vasto giro di prostitute sud americane esercitava un’attrazione irresistibile e la varietà dell’offerta, che cambiava di frequente, richiamava clienti più di un centro commerciale. I clienti non erano solo di Macomer, ma arrivavano anche altre parti della Sardegna. Quel via vai di persone che frequentavano l’appartamento non era però gradito ai vicini, a partire dagli inquilini della palazzina.
Lo hanno segnalato più volte alle forze dell’ordine. Fino al blitz della polizia. Al termine di un’indagine, coordinata dal dirigente del commissariato di Macomer, Inti Piras, che è andata avanti per sei mesi, tempo che si è reso necessario per mettere insieme prove, è stato arrestato il proprietario dell’appartamento, Maurizio Capane di 48 anni, servo pastore di Macomer, che non era nuovo a quel tipo di attività, diversa sicuramente da quella ufficiale che avrebbe dovuto esercitare in campagna.
L’attività esercitata fra le quattro mura domestiche, però, rendeva indubbiamente di più di quella all’aria aperta nei pascoli appresso al gregge. Gli costerà anche di più, tant’è che è stato arrestato (e assegnato agli arresti domiciliari) per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e domani, al termine del processo per direttissima a Oristano, si saprà anche quanto.
Il gregge al quale il servo pastore si dedicava a Macomer era diverso da quello che avrebbe dovuto accudire nei pascoli e anche l’attività non aveva niente a che fare con quella di chi si occupa di pecore.
Nel suo appartamento aveva messo su un fiorente giro di prostituzione. Le ragazze, quasi tutte sudamericane, arrivavano da altre parti della Sardegna, dal continente e della Spagna. Il mercato cambiava di continuo con un’offerta che si rinnovava spesso. Le ragazze si prostituivano nelle stanze dell’appartamento che Capane aveva messo a disposizione e l’attività andava avanti per tutto il giorno. In cambio si occupavano della pulizia della casa e pagavano le bollette.
L’intensa attività di indagine, accompagnata da pedinamenti, appostamenti, intercettazioni e con un agente sotto copertura che si è finto cliente, ma che alla fine ha rifiutato la prestazione, ha consentito di raccogliere gravi elementi nei confronti di Maurizio Capane, il quale è stato arrestato in flagranza durante il bliz della polizia nell’appartamento, dove oltre alle prostitute c’erano anche dei clienti. Il locale era stato arredato come una casa a luci rosse, una specie di casa del sesso con illuminazione soffusa e candele profumate in tutti gli ambienti. Negli armadi sono stati trovati tutti gli attrezzi del mestiere e diverse parrucche che le prostitute indossavano a seconda dei gusti del cliente.
La casa dell’amore era gettonatissima anche perché ogni settimana arrivavano ragazze diverse. Costo medio della prestazione 70 euro. La casa a luci rosse veniva pubblicizzata sui siti internet con annunci che indicavano i recapiti di cellulare delle ragazze. Maurizio Capane oggi comparirà di fronte al giudice per rispondere delle accuse che gli muovono gli inquirenti.
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