Università: poche risorse appello al parlamento
Il Senato accademico esige criteri trasparenti nelle valutazioni sugli atenei Coi nuovi parametri economici mille giovani tagliati fuori dalle borse di studio
CAGLIARI. Protestano i docenti universitari e si ribellano gli studenti. Destinatari di documenti e rivendicazioni il governo e il parlamento per il blocco dei contratti da una parte e per la riscrittura dei parametri per compilare il modello Isee, l’indicatore della situazione economica della famiglia dello studente.
Senato accademico. Il Senato accademico di Cagliari ha votato una mozione che verrà inviata ai due rami del Parlamento e alla Conferenza dei rettori. «Se il Fondo di Finanziamento ordinario delle Università italiane non viene reintegrato con nuove risorse – ha spiegato il rettore Maria Del Zompo – tutto il sistema dell’alta formazione pubblica in Italia è a rischio. I criteri imposti dal ministero sono particolarmente iniqui per le università di regioni su cui gravano problemi economici e condizionamenti geografici, come l’insularità. Servono certezze e prospettive: non temiamo di essere valutati, come già avviene da anni, ma chiediamo criteri trasparenti».
Turn over. Il drastico e progressivo ridimensionamento del finanziamento pubblico al sistema della ricerca e dell’alta formazione rischia di rendere impossibile ogni seria pianificazione. Per questo il Senato accademico chiede un incremento stabile del Fondo di finanziamento ordinario che consenta almeno il reclutamento di ricercatori e docenti, stabilizzato negli anni e non limitato solo al 2016/17, in modo da reintegrare il numero dei docenti che andrà in pensione nei prossimi anni.
Borse di studio. L’organo collegiale chiede anche l’aumento delle borse di studio per gli studenti capaci e meritevoli e la riattivazione delle procedure di abilitazione scientifica nazionale, con il rinnovo dei contratti del personale tecnico-amministrativo. Un passaggio importante è dedicato alla valutazione: l’Università di Cagliari, attraverso il Senato, chiede di conoscere in anticipo ed in modo trasparente i criteri e i parametri che saranno utilizzati. Altri atenei italiani stanno adottando iniziative simili.
Studenti e l’Isee.Gli studenti invece sono mobilitati per protestare contro la riforma del nuovo Isee varata dal governo. Dopo il sit in tenuto davanti al rettorato per il 10 novembre è stata indetta l’assemblea generale dell’ateneo con blocco della didattica. La legge, con l’uso di nuovi parametri per il calcolo della situazione economica, ha fatto sì - affermano gli organizzatori della protesta - che circa il 25% degli studenti italiani si trovi con un Isee maggiore rispetto a quello dell’anno precedente, anche se di fatto le condizioni economiche sono rimaste le stesse rispetto al passato. Inevitabilmente, ciò rende molto più difficile l’accesso a borse di studio, posti alloggio, contributi tasse e contributi fitto casa.
Studenti “esodati”. Oltre mille risultano gli studenti a Cagliari esclusi dalle graduatorie per borse di studio e alloggi in base ai nuovi parametri Isee. Ragazzi che ora si trovano davanti a un bivio: andare avanti comunque con gli studi oppure mollare perché i soldi non bastano. La richiesta è esplicita. «Chiediamo - spiega Francesco Pitirra, rappresentante degli studenti nel cda Ersu - che l'Università faccia fronte comune con noi e alzi la voce. Perché perdere 1.113 universitari è un danno anche per l'Ateneo».
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