Falchi: all’agricoltura serve più qualità
L’assessore alle aziende: «Dovete aggregarvi ed essere più competitive». In arrivo dalla Regione un miliardo e 300 milioni
SASSARI. Una parola d’ordine, sei priorità, un miliardo e 300milioni di euro e sette anni di tempo per rivoltare il comparto agricolo sardo. La rivoluzione delle campagne parte dal Programma di Sviluppo rurale della Regione, che ieri è stato presentato per la prima volta in pubblico a Bonassai, sede di Agris. «Stiamo elaborando i criteri di selezione dei bandi», spiega l’assessore regionale per le Politiche agricole, Elisabetta Falchi.
I bandi. «A inizio anno pubblicheremo i bandi», annuncia. Nelle sue intenzioni quello sarà il minuto zero di un’epoca nuova, segnato per le aziende, gli operatori e i prodotti dal salto di qualità tanto atteso e necessario per un’affermazione sui mercati internazionali, che d’ora in poi saranno l’orizzonte cui guarda l’economia agricola della Sardegna. Qualità, è la parola d’ordine dell’assessore Falchi. «È l’obiettivo fissato col partenariato, puntiamo alla qualità dei prodotti e alla qualità dell’ambiente», annuncia alla platea di tecnici, esperti, addetti ai lavori e ai tantissimi imprenditori. Per arrivarci, ci sono sei strade da seguire parallelamente: innovazione tecnica e di processo, redditività aziendale, organizzazione di filiera, tutela e valorizzazione degli ecosistemi, efficientamento energetico e riduzione di emissioni, inclusione sociale.
Aggregazioni di aziende. Indicata la meta, stabilite le condizioni di partenza e fissato il premio a disposizione, non resta che mettere in campo le idee. E qui entrano in ballo le aziende. D’ora in poi la scena è loro. «Mondo delle campagne e istituzioni devono lavorare in sinergia, il primo passo da compiere per lo sviluppo dell’agricoltura riguarda la competitività delle aziende – dice l’assessore – devono aggregarsi e superare il gap delle loro ridotte dimensioni».
Sburocratizzazione. Elisabetta Falchi fa la sua proposta. «Il taglio completamente nuovo che vogliamo dare alla programmazione in agricoltura passa per una grande opera di sburocratizzazione, ma semplificare le norme significa anche responsabilizzare le aziende – dichiara – procederemo con una serie di bandi a sportello, starà alla capacità delle imprese che ricevono i soldi usarli per investimenti coerenti con le finalità che abbiamo condiviso con i partner».
Competitività. L’ambizione è di «portare l’agricoltura verso una direzione nuova, quella dell’ammodernamento all’insegna della competitività e dell’aggregazione – insiste l’assessore – le aziende progettino insieme, avendo come riferimento l’internazionalizzazione dei mercati e la certificazione della qualità dei prodotti».
Qualità. Per riuscire in questa impresa bisogna puntare al massimo, l’assessore gioca tutto sulla qualità dei prodotti agroalimentari e dell’ambiente. «Sono due elementi collegati, investiamo grandi risorse sul benessere animale», sostiene Elisabetta Falchi. «Siamo dell’idea, in linea con l’Unione europea, che il benessere animale sia alla base della qualità dei prodotti, che la loro salubrità dipenda dalla qualità degli allevamenti – conclude – dobbiamo andare incontro alle esigenze di consumatori sempre più esigenti e informati, che devono poter trovare nei nostri prodotti quel plusvalore in termini di qualità che ha consentito a tanti sardi di vivere più a lungo».
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