La Nuova Sardegna

Mafia e raccolta rifiuti, la Gesenu finisce nei guai

Mafia e raccolta rifiuti, la Gesenu finisce nei guai

Rischio infiltrazioni: la procura di Perugia emette provvedimenti interdittivi La società gestisce il servizio in numerosi Comuni tra i quali Sassari

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Prima la società madre, poi la controllata. Entrambi con affari a molti zeri in Sardegna. La Gesenu, società di Perugia che si occupa di raccolta rifiuti, e la Ecoimpianti, partecipata al 100 per cento: entrambe sono state raggiunte dall’interdittiva antimafia notificata dal prefetto del capoluogo umbro Antonella De Miro. La misura preventiva, legata al provvedimento emesso in Sicilia per alcune assunzioni in odore di mafia all’interno di Gesenu, potrebbe comportare l’impossibilità di partecipare ad appalti pubblici.

Gli affari nell’isola. Quello di Gesenu con la Sardegna è un rapporto oramai consolidato. Nato diversi anni fa a Sassari, quando la società perugina si aggiudicò la gara d’appalto per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Da quel momento l’attività della Gesenu – che gestisce tuttora il servizio a Sassari – si è allargata a diversi altri centri. Nel giugno 2014 nella sede della provincia di Sassari è stata costituita – tra Gesenu ed Eco Nord – la joint venture Ambiente Italia, che attualmente serve un bacino di oltre 500mila abitanti, ha un fatturato annuo di 60 milioni di euro e garantisce 800 buste paga nell’isola. Oltre che a Sassari, dove l’appalto ha un peso di 145 milioni di euro, Gesenu gestisce la raccolta e smaltimento rifiuti a Tempio (dove è in costruzione un impianto per il trattamento e il compostaggio dei rifiuti solidi urbani) e in altri centri galluresi (come Santa Teresa e Trinità) e, sino a pochi mesi fa, ha avuto in carico il servizio a Castelsardo. Nel sud dell’isola, invece, il gruppo Gesenu gestisce la raccolta attraverso la “Campidano ambiente” una società a capitale misto di cui detiene il 40 per cento delle quote: il restante 60 è diviso in parti uguali tra i comuni di Selargius, Sinnai e Monserrato. Del gruppo, oltre a Campidano Ambiente fanno parte anche Eco Nord, Ambiente Italia ed Ecoimpianti, la controllata che ha appena ricevuto l’nterdittiva antimafia.

Il provvedimento. La storia nasce in Sicilia, dove la società Gesenu, da sola o attraverso associazioni di imprese, opera nel settore della spazzatura. In particolare, Gesenu è stata interdetta per i suoi interessi nel consorzio Simco di Catania e TirrenoAmbiente a Messina. Lo stesso consorzio Simco, costituito da quattro società, è stato colpito da una interdittiva antimafia dalla prefettura catanese nel maggio scorso. Il provvedimento inizialmente era stato notificato alla società Oikos, che faceva parte del consorzio Simco, per rapporti economici ritenuti vicini ad ambienti criminali mafiosi. A quel punto Simco aveva estromesso Oikos dal consorzio ma l’interdittiva mafiosa era stata confermata dal prefetto perché – come indicato nelle motivazioni – tra gli assunti di Gesenu ci sarebbero parecchi pregiudicati, anche con precedenti mafiosi. Due giorni fa il nuovo provvedimento da parte del prefetto di Perugia. La misura è stata estesa anche alla società Ecoimpianti. La novità era nell’aria. Il decreto legislativo 159 del 2011 impone infatti infatti di riferire la documentazione antimafia anche “al socio in caso di società unica”. Ed Ecoimpianti dal 2010 è controllata al 100 per cento da Gesenu, con la quale condivide sede legale e anche il personale. Dunque, per il prefetto, esiste analogo rischio di infiltrazioni mafiose.

Comuni informati. La notizia dell’interdittiva antimafia nei confronti di Gesenu è stata comunicata ai Comuni sardi interessati, come Sassari e Trinità. Come prevede la legge, avevano chiesto informazioni antimafia prima di firmare contratti d’appalto e per la fornitura di servizi. (a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative