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Ribaltone in Consiglio regionale

Il Tar: «La Giunta delle elezioni ha sbagliato»

Il Tar: «La Giunta delle elezioni ha sbagliato»

Il ricorso di Satta (Uds) contro Lampis (Fdi): sul seggio in bilico decida l’Ufficio centrale

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CAGLIARI. La Giunta delle elezioni del Consiglio regionale non aveva il potere e non doveva farlo eleggere a tavolino il sessantesimo onorevole. La decisione spetta semmai all’Ufficio centrale elettorale della Corte d’appello. Sono queste le motivazioni con cui i giudici del Tar hanno accolto il ricorso presentato dal candidato dell’Uds Giovanni Satta contro la nomina di Gianni Lampis (Fdi-An). Quell’elezione a tavolino era stata decisa l’8 settembre proprio dalla Giunta delle elezioni neanche due mesi dopo la sentenza del Consiglio di Stato, emessa a luglio, con cui a sua volta veniva bocciata l’elezione di Modesto Fenu (Movimento Zona franca) e di altri tre consiglieri (Efisio Arbau, Michele Azara e Gavino Sale) perché le loro liste non avevano superato lo sbarramento del quorum.

Il verdetto. Le conclusioni del Tar sono state queste: la Giunta delle elezioni è andata oltre i poteri che le sono riconosciuti. Ed ecco la spiegazione: «Ha il compito – hanno scritto i giudici nella motivazione – di svolgere essenzialmente un controllo formale sui titoli di ammissione dei consiglieri eletti». Per aggiungere subito dopo: «Nessuna disposizione» le attribuisce invece quello di i correzione dei risultati elettorali attraverso semmai l’attribuzione di un seggio».

La sostanza. A questo punto la conclusione del Tar è scontata: «L’incombenza della nomina spetta solo l’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello di Cagliari, che può essere in ogni momento ricostituito per eccezionali esigenze sopravvenute per le quali si renda necessario modificare i precedenti risultati». In altre parole, se tre dei nuovi ingressi in aula sono stati decisi dal Consiglio di Stato (Antonio Gaia, Pierfranco Zanchetta dell’Upc e Gianfranco Congiu del Partito dei sardi al posto di Arbau, Azara e Sale), il quarto dovrà nominarlo l’Ufficio centrale e non più la Giunta delle elezioni..

La replica. È stata quella di Gianni Lampis, che tra l’altro pochi giorni fa si è autosospeso dal Consiglio: «Ritengo che il Tar non abbia messo in discussione il risultato elettorale e che sia comunque mio diritto essere nominato consigliere regionale». Dopo aver letto le motivazioni della sentenza, «Abbiamo la conferma – insiste Lampis – che l’attribuzione spettava e spetta all’Ufficio centrale. E infatti, a suo tempo, è stato quell’Ufficio a indicarmi come l’ultimo degli eletti per la coalizione di centrodestra ma poi costretto dalla legge elettorale a lasciare il posto al candidato-presidente non eletto Cappellacci». Dunque, secondo Lampis l’Ufficio centrale non dovrà che ribadire quanto già deciso a suo tempo. Ma è ovvio: Satta non sarà d’accordo. (ua)

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