Dai bacini semivuoti acqua sempre più sporca
SASSARI. Poca acqua e sempre più sporca. L’emergenza siccità scatena un altro grande problema: gli invasi di mezza Sardegna sono semi vuoti e si pesca sempre più sul fondo. È quello che sta...
SASSARI. Poca acqua e sempre più sporca. L’emergenza siccità scatena un altro grande problema: gli invasi di mezza Sardegna sono semi vuoti e si pesca sempre più sul fondo. È quello che sta succedendo in particolare nel Liscia, che serve la Gallura: qui l’acqua grezza presenta un’alta concentrazione di torbidità e manganese, intorno ai 500 microgrammi per litro, 10 volte tanto il consentito. Ma la situazione – dice Abbanoa – potrebbe toccare anche gli altri invasi per i quali è scattato lo stato d’allerta se i livelli non torneranno entro limiti accettabili. A rischio ci sono anche i laghi di Pattada e Sos Canales che servono comuni del Goceano e della Barbagia di Bitti; lago Maccheronis che serve l’Alta Baronia e la bassa Gallura; lago Coghinas che serve tutto il Sassarese. Per questo l’ente gestore del servizio idrico ha intensificato i controlli «sulle acque in entrata e in uscita dai potabilizzatori e trattamenti intensificati per garantire la qualità della risorsa erogata.Nonostante la scarsità della risorsa, determinata da un lungo periodo di siccità che sta letteralmente prosciugando i nostri bacini artificiali, siamo impegnati per continuare a garantire acqua potabile in tutta la Sardegna. Abbanoa ha intensificato l'attività di potabilizzazione con trattamenti più spinti e controlli più frequenti», spiega l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti. Che sottolinea: «Siamo in piena emergenza ma confermiamo comunque l' impegno ad intervenire con investimenti laddove le condizioni delle reti non consentono di erogare acqua di buona qualità (Porto Torres e Sassari) e a garantire il massimo dell’attenzione in tutte le zone del Nord Sardegna in cui la mancanza della risorsa ha riflessi negativi sulla potabilità.
Sull’emergenza acqua si è svolto due giorni fa un vertice in Regione. La situazione non consente di perdere tempo: entro 90 giorni, 40 nei casi peggiori, le scorte saranno esaurite. La Regione si appella al governo, dopo il via libera arriverà un commissario a coordinare la cabina di regia. Ma nel frattempo si cercano alternative da sfruttare. Per esempio, per far fronte all’emergenza idrica in Gallura si stanno individuando sorgenti e pozzi che potrebbero fornire ulteriore risorsa idrica.
«I nostri tecnici – assicura Abbanoa – sono a lavoro per individuare fonti alternative che potrebbero contrastare la scarsità (e di conseguenza la pessima qualità) di acqua disponibile nell’invaso del Liscia. Si calcola che, usando queste fonti alternative, si avrebbe a disposizione il 5 per cento in più di acqua da immettere nelle reti. Altre sorgenti e pozzi potranno essere sfruttati nel Sassarese per far fronte alla carenza d’acqua nel bacino del Bidighinzu».
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