La Nuova Sardegna

“Marie Louise”, l’arte fuori dal quadro

di Walter Porcedda

Al Massimo la danza e il teatro dei francesi Eolienne aprono il circuito Cedac

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Può un dipinto vivere fuori dalla sua cornice? Magari facendo muovere i propri protagonisti in carne e ossa, e così le linee e i volumi fuori dall’ambito stretto della tela. E allungare così la visione, per indagare e frugare in quello spazio temporale esistente tra il “prima” e il “dopo”. Ci prova e, con successo da alcuni anni, la compagnia francese Eolienne in uno spettacolo emblematico come “Marie Louise” andato in scena al teatro Massimo, primo imperdibile spettacolo del circuito Cedac (in scena ancora oggi alle 20,30 e domani alle 19). “Marie Louise”, che in francese indica quello spazio neutro tra il telaio e l’immagine del dipinto, idea e coreografia di Florence Caillon è un viaggio quasi onirico e fantastico all’interno dell’immaginario pittorico, da Magritte a Bosch passando per Mirò, Egon Schiele, Kandinskij, Botticelli, fino a Hopper, Lichtenstein e Gèricault. Un lungo excursus dentro opere d’arte famose, che Caillon immagina come una sorta di puzzle del mondo in cui i frammenti d’arte prendendo vita autonoma disegnano un unico fantasmagorico tableau.

Si parte, e non a caso, sulle note avvolgenti delle bellissime “Gnossiene” di Satie, quasi fosse un viaggio dentro la conoscenza. Il sipario, una sola enorme tela bianca, si solleva ed è subito un tuffo nel cuore della pittura più visionaria. Dalla “Donna con il ginocchio sollevato” di Schiele a “Gli amanti” di Magritte, le figure prendono consistenza corporea per cercarsi e abbracciarsi in fuga dallo spazio ristretto del quadro. I danzatori, attori e soprattutto acrobati compiono movimenti impossibili, fluttuando nell’aria . Appesi a corde sospese nel vuoto, assumono pose e costruiscono figure contorte che rimandano al mondo bizzarro ed estremo del “Giardino delle delizie” di Hyerominus Bosch.

Guidati dalle carezzevoli e ipnotiche musiche originali di Xavier Dermeliac intrecciano passi a due intensi e appassionati, coreografie di insieme e di gruppo di geometrica rifinitura e potenza. E’ quasi un immaginario secondo tempo della visione dove l’opera d’arte sembra rinnovare dal vivo di una danza acrobatica, le sue emozioni, ricostruendo storie immaginarie e oniriche di un mondo costellato di personaggi fantastici eppure solidamente ancorati a un presente incredibilmente vicino al nostro tempo. Ancora danza. Per “Autunno Danza” da non perdere oggi alle 21 c’è “Sopra di me il diluvio” coreografia di Enzo Cosimi, all’Auditorium di piazza Dettori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative