Travolgenti Stomp, grande show al Verdi di Sassari
Bidoni e scope per uno spettacolo fatto di ritmo e ironia
SASSARI. Entrano in scena con energia e un'aria strafottente, canottiera, jeans sdruciti anfibi, si dirigono verso il pubblico impugnando delle scope. Ma quella che sta per iniziare non è una manifestazione di forza, né uno spettacolo di lotta, è una maestosa coreografia urbana, una danza ritmica, un musical senza parole in una sola parola è Stomp. Uno degli spettacoli più originali e applauditi al mondo approda per la prima volta in città nel cartellone del Verdi e la formula vincente funziona ancora. Dopo vent'anni di tour nei palcoscenici di tutto il mondo gli otto performer, sei uomini e due donne, che sul palco mostrano le loro doti di acrobati, danzatori, percussionisti, interpreti conquistano anche il pubblico sassarese con la loro danza metropolitana che nella sua modernità racchiude tutto il fascino del ritmo tribale.
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A fare da cornice allo show degli Stomp un'impalcatura imponente realizzata con materiali di riciclo. Battiti di piedi e mani, colpi secchi su oggetti di ogni tipo, sapienti strofinii che cambiano timbro a seconda della forma, della consistenza, della materia dell'oggetto utilizzato come strumento. Gli artisti in scena suonano qualunque cosa capiti loro a tiro ottenendo suoni imprevedibili e ritmi ipnotici che danno forma ad acrobatiche coreografie. Con la loro "street art" sorprendono e catturano ad ogni quadro in un live di un'ora e mezzo, senza pause, che trasforma il chiasso della civiltà urbana in danza, teatro, musica.
Tra i quadri più coinvolgenti la danza delle scope: un tip tap frenetico rafforzato dai colpi forti di bastone che risuonano sul legno del palco evocando una corsa sfrenata di cavalli, uno scalpitante flamenco. Poi gli Stomp mostrano agli spettatori come suonare insieme a loro usando mani e piedi e il pubblico risponde con entusiasmo tenendo il ritmo ed immergendosi così ancora di più dentro uno spettacolo che cattura, non solo per l'uso magistrale del ritmo ma anche per la magia del teatro che emerge con forza nella regia dello spettacolo. Per suonare la loro musica gli Stomp non hanno bisogno di strumenti, né di parole per raccontare le loro storie. Nelle gag comiche evocano la potenza espressiva del film muto, sorprendono il pubblico con ironia clownesca che strappa risate scroscianti ai tanti bambini in sala.
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Lavandini appesi al collo diventano grancasse, tubi di plastica, strumenti dai suoni soffici, giocolieri del ritmo, funamboli della melodia racchiusa negli oggetti gli Stomp scalano la scenografia,per scatenarsi in un numero estremo in cui suonano imbragati alla parete gli oggetti appesi all'impalcatura. Se i poeti del passato hanno cantato il fruscio del vento tra gli alberi e i rumori della natura l'artista di oggi si ispira alla nuova realtà trova energia dal ritmo di una metropolitana che corre sui binari, ritrova il suono del tamburo in un bidone di metallo, scopre la voce di una scopa e la poesia delicata di un coro di accendini per creare con tutti questi strumenti una sinfonia di suoni che racchiude l'armonia della modernità. Niente è lasciato al caso ed anche senza dialoghi il copione di Stomp, di cui curano regia e coreografia gli stessi inventori del progetto Luke Cresswel e Steve McNicholas è studiato nei minimi particolari ogni movimento, oggetto e ritmo fanno parte di una magistrale direzione e come accade spesso con le grandi opere d'arte tutto è così perfetto da sembrare vero. Si replica oggi alle 21 e domani alle 17 e alle 21.
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