Ordine di espulsione per 3 pakistani: uno è minorenne
Vivono nel nord dell'isola e il questore ha chiesto il rimpatrio
SASSARI. Dei 550 “indesiderabili” espulsi dall’Italia perché ritenuti implicati nel terrorismo internazionale, sei risiedevano in Sardegna o avevano contatti con connazionali nell’isola.
I primi tre – due fratelli originari del Pakistan, I. U. e K.U, di 32 e 28 anni e un siriano, Y.S., tutti residenti a Macerata – sono stati estradati tra gennaio e l’ottobre scorso su richiesta del questore di Sassari, Pasquale Errico. Altri tre pachistani residenti nel nord dell’isola, tra i quali c’è un giovanissimo mediorientale di appena diciassette anni, stanno invece per essere imbarcati, con biglietto di sola andata, su un aereo diretto ad Islamabad per aver inneggiato, mostrando armi, alla guerra santa o aver attivato, attraverso i social network, diversi contatti con aspiranti terroristi. Il gruppo di persone per le quali il questore di Sassari ha disposto l’espulsione (controfirmata dal ministro degli Interni) è stato individuato dalla Digos di Sassari nell’ambito dell’indagine avviata dalla Direzione antimafia di Cagliari (competente anche per i reati di terrorismo) che ha portato in cella gli undici esponenti di una cellula islamica legata ad Al Qaeda e capeggiata, stando alle indagini portate avanti da Digos e Dda, da Sultan Wali Khan, un commerciante pachistano che aveva scelto Olbia come centro dei suoi affari. I sei espulsi – sul minorenne è attesa a ore l’autorizzazione del tribunale dei minori di Sassari – sono stati individuati sondando la rete e monitorando costantemente i siti vicini all’estremismo islamico. Il giovanissimo, che risiede in un centro gallurese, aveva effettuato un viaggio, due anni fa, nella sua patria di origine, il Pakistan, e al rientro aveva postato, sul suo profilo personale di Facebook, diverse fotografie dove era ritratto mentre imbracciava un Kalashnikov, il fucile mitragliatore russo utilizzato dagli estremisti islamici per i loro assalti. A nulla è valsa la giustificazione dei parenti del giovanissimo pakistano che hanno liquidato quelle foto come banali e normalissime istantanee scattate nel corso di una festa matrimoniale.
Gli altri due pachistani, residenti nel sassarese e colpiti dal provvedimento di esplusione già firmato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano su proposta – sulla base della legge antiterrorismo del 2013 – del questore di Sassari sarebbero legati da vincoli di parentela ad avrebbero inneggiato, nel corso di due anni, alle azioni terroristiche messe in atto da diverse fazioni fondamentaliste in Pakista e Afganistan. Uno dei due fratelli che invece risiedevano nel maceratese, K.U. di 28 anni, estradato il 29 ottobre scorso, non appena messo piede nell’aeroporto internazionale di Islamabad è stato preso in consegna dagli uomini dei servizio di sicurezza del governo pachistano. L’uomo è sospettato d’essere un fiancheggiatore dei taliban che, il 14 dicembre del 2014, poco meno di un anno fa, misero in atto il sanguinoso attacco ad una scuola di Peshawar. Un assedio durato sei ore e nel quale persero la vita, oltre a nove terroristi, 141 persone, tra le quali 100 bambini.
Il commando di talebani appartenente al gruppo Tehreek-e-Taliban Pakistan fece irruzione nell’istituto e aprì il fuoco contro gli studenti di età compresa tra i 6 e i 16 anni, figli di militari dell’esercito pakistano. I feriti furono 250, di cui 80 in gravi condizioni. (g.p.c.)
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