Sanna: gli articoli si possono modificare
Critico anche Franco Cuccureddu: incomprensibile la scelta dell’opposizione di andare via
SASSARI. Il fatto che la prima Commissione regionale abbia dato il suo placet al disegno di legge di riforma degli enti locali elaborato dalla Giunta Pigliaru potrà anche rattristare i sindaci del Sassarese che si battono per ottenere più aree metropolitane oltre a quella di Cagliari (l’unica contemplata dal provvedimento, per ora). Ma – almeno a sentirli – sembra che non ne scalfisca affatto la voglia di continuare a combattere per scongiurare quello che a loro avviso si annuncia come il colpo di grazia per il territorio settentrionale dell’isola. La proposta, del resto, tra una decina di giorni entrerà in aula. E secondo molti primi cittadini del Nord Sardegna sarà soltanto in quella sede, cioè dove si potranno effettivamente esprimere tutti i consiglieri dell’Assemblea del popolo sardo, che si decideranno i giochi.
A pensarla così, ad esempio, è Nicola Sanna, sindaco di Sassari, che commenta la notizia in modo laconico e pacato, ma lasciando intendere che non è finita qua. «Sarà il consiglio regionale ad approvare la legge di riforma degli enti locali. In commissione le forze del Sassarese erano in netta minoranza, adesso è necessario creare alleanze con i consiglieri regionali degli altri territori per condividere la riscrittura del disegno di legge firmato dall’assessore regionale Cristiano Erriu. Il ddl va rivisto – insiste il primo cittadino sassarese –, perché ancora oggi si presenta incompleto e con seri dubbi di legittimità costituzionale, oltre che di coerenza con la legge Delrio, che regola la materia a livello nazionale per le Regioni a statuto ordinario».
Molto meno flemmatico del suo omologo sassarese è invece Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo, sin dall’inizio in prima linea per questa battaglia. Lui, che ha coinvolto nella lotta anche l’ex ministro Arturo Parisi, non la manda giù. «La commissione ha approvato a tempo di record tutti i 77 articoli proposti dalla giunta – dice –, e con l'incomprensibile strategia della minoranza che non ha presentato modifiche nè ha partecipato alla discussione sulla riforma che, più di ogni altra ha appassionato gli amministratori locali, le associazioni e i singoli cittadini. Ora – continua – in attesa del via libera definitivo da parte della Commissione, la quale a sua volta dovrà attendere il parere del Cal, è necessario organizzare la mobilitazione per evitare scelte antistoriche, antieconomiche, antigeografiche e anacronistiche, come la creazione di nuove province mentre se ne organizza la soppressione. Scelte che creano disparità e divisioni tra i sardi. A questo punto – conclude Cuccureddu – salvo clamorosi colpi di scena in aula, il comitato dei sindaci dovrà allargarsi e trasformarsi in comitato referendario per dare ai cittadini l'ultima parola, su una riforma di portata storica».
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