Carico di bombe in partenza da Elmas per l’Arabia Saudita

Gli ordigni sono stati stivati su un cargo dell’Azerbaigian Pili (Unidos): stop ai viaggi dall’isola verso scenari di morte

CAGLIARI. Il cargo è atterrato alle 21 all’aeroporto di Cagliari-Elmas. Proveniente dall’Azerbaigian, pronto a caricare le bombe prodotte nella fabbrica Rwm di Domusnovas e destinate all’Arabia Saudita. Il carico, anche se non ci sono conferme ufficiali, sarà utilizzato nello Yemen, paese stravolto dalla guerra civile. Le armi sono arrivate alle 22.30: un carico massiccio coperto alla vista da alcuni mezzi della società di gestione dello scalo. La partenza era prevista nel cuore della notte.

Il nuovo viaggio arriva venti giorni dopo l’altro volo che aveva provocato molte polemiche: sulla pista di Elmas, in pieno giorno, diverse tonnellate di bombe e munizioni erano state caricate a bordo del cargo mentre a poche decine di metri i turisti si imbarcavano sui voli di linea. Tutto regolare, assicurò la dogana: volo programmato, niente di insolito, procedure di sicurezza rispettate. Ma nell’isola dove da mesi è diventato ancora più sentito il dibattito su servitù militari ed esercitazioni, il viaggio delle armi a fine ottobre aveva sollevato un vespaio. Che, a pochi giorni dagli attentati di Parigi, con i bombardamenti in corso, fa ancora più discutere.

Ieri notte la nuova partenza e la denuncia in Parlamento di Mauro Pili, deputato di Unidos, che sulla vicenda ha presentato un ordine del giorno. Pili parte dal fatto che lo Stato italiano «non ha mai avallato missioni internazionali nello Yemen, paese stravolto dalla guerra civile, un conflitto che ha già causato più di 4mila morti, di cui almeno 400 bambini, e 20mila feriti». Per questo motivo, nell’ordine del giorno il deputato chiede al governo di bloccare qualsiasi produzione e vendita di armi per conflitti non autorizzati. Ma anche «la partenza di ulteriori armi, in particolari bombe devastanti, dall’aeroporto civile di Cagliari, impedendo l’utilizzo dello scalo per questo tipo di trasporto che potrebbe farlo diventare bersaglio terroristico e non solo». L’ordine del giorno, accolto favorevolmente dalle forze di opposizione, non è stato approvato.

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