La “maestra di Jihad” Fatima libera a Riad
La procura di Milano non ha ancora ricevuto alcuna risposta al mandato di cattura internazionale spiccato il 29 giugno scorso, e che in teoria dovrebbe valere in tutto il mondo, nei confronti di...
La procura di Milano non ha ancora ricevuto alcuna risposta al mandato di cattura internazionale spiccato il 29 giugno scorso, e che in teoria dovrebbe valere in tutto il mondo, nei confronti di Bushra Haik, la “maestra di jihad” imputata per terrorismo nel capoluogo lombardo assieme, tra gli altri, a Maria Giulia “Fatima” Sergio e al marito Aldo Kobuzi, e che vive libera a Riad, la capitale dell’Arabia Saudita. Della vicenda ne parlerà l’Espresso, il settimanale diretto da Luigi Vicinanza, nel numero in edicola oggi (visibile online su Espresso+, www.lespresso.it). Bushra, anticipa il settimanale, è il personaggio di più alto livello tra le undici persone per cui i pm milanesi, dopo gli arresti del primo luglio scorso, hanno chiesto il rinvio a giudizio. Nata a Bologna 30 anni fa ma di origine siriana, la donna si è trasferita dal 2012 a Riad, da dove, stando all’ inchiesta, ha gestito il reclutamento di combattenti stranieri su internet tra cui quello di “Fatima”, che poi si è “arruolata”, e della sorella Marianna. La polizia italiana, come era emerso già lo scorso luglio, l’ha intercettata mentre esaltava il Califfato in cinque forum jihadisti con 323 iscritti, in particolare donne, di molteplici nazionalità. I magistrati, nell’ordinanza d’arresto, riportano, tra l’altro, colloqui su internet con le sorelle Sergio, tra cui quello in cui Bushra ha giustificato l’attacco terroristico del 7 gennaio 2015 contro “Charlie Hebdo” a Parigi, sostenendo che «gli occidentali non sono innocenti, perché i loro Paesi hanno mandato gli eserciti a uccidere».
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