La Nuova Sardegna

Cooper, il quinto Roundella

di Walter Porcedda
Cooper, il quinto Roundella

Il tastierista di Incognito e la band sarda a Baratili e Alghero

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CAGLIARI. Roundella meets Incognito. Cioè il meglio dell’acid jazz britannico, nella figura del suo talentoso e swingante tastierista Matt Cooper incontra il sardinian funk del gruppo più originale della locale scena soul jazz . Quei Roundella appunto che hanno al centro una grintosa e capace signora del canto, Francesca Corrias, con un trio di cavalieri di rispetto. Dal contrabbassista Filippo Mundula, cavata puntuale e senso del ritmo al batterista Gianrico Manca, solida preparazione, jazzman raffinato e drummer che non perde mai una battuta (e pure buon compositore: suoi e di Corrias i brani in repertorio). A chiudere il quartetto il chitarrista Mauro Laconi, uno che con la Fender ci sa fare, e dalla sua sei corde, modello Telecaster, nei momenti topici – nel clou insomma – erutta del benedetto e imprevedibile spirito Seventies.

Sta qui insomma la formula originale di una band, mai sopra misura che crossa agevolmente tra soul funky e hip hop, acide impennate rock e soprattutto un’anima ostinatamente jazz. Aperta all’improvvisazione ma con grande attenzione a melodia e cantabilità. Doti non proprio comuni oggi in una band che aspira a tracciarsi un percorso anche sulla scena internazionale, come dimostra l’album “Biography” prodotto da S’Ard music e registrato con le cure del fonico Michele Palmas e la distribuzione di Egea, questi giorni in tutta Italia.

Caratteristiche che hanno fatto innamorare a prima vista proprio il tastierista Matt Cooper, colonna di quella prestigiosa e iconica formazione britannica che ha scritto pagine da leggenda nell’acid jazz. Galeotto fu per questo, luglio scorso, il festival European jazz di Riola dove i musicisti si scoprirono e dove è nata la voglia di un incontro ravvicinato, proprio per presentare il nuovo album. Mercoledì la prima al Jazzino (ieri all’Eliseo di Nuoro, oggi al Poco Loco di Alghero e domani in Cantina Madau a Baratili a cura di Cedac). Il frutto è una session da non perdere. Cooper si è mostrato a suo agio sin dalle prime battute con i Roundella. Con loro ha intessuto un dialogo sul filo del funky jazz, complice una scaletta ben curata tra pezzi del disco e omaggi a Incognito.

Si parte con “Momo” in un road map fatta apposta per esaltare le qualità di questa band solida e ben quadrata. Cooper di suo apporta a momenti una leggerezza patinata di scintillante swing, ora un surplus di grinta soul che accende elettricamente un live ricco di episodi da ricordare. Scorrono”Biography”, “Bird”, “Loose Heritage”, “Deep waters”, Sunny Rain”, “Fake democracy”, “11:08” (di Cooper), “Your job”, una avvincente “Still a friend of mine” con Corrias in grande spolvero e infine “Same old shit”.

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