Il Consiglio evita il caos sugli appalti dei comuni
È stata spostata a gennaio la scadenza per le centrali uniche di committenza Corretta la legge Erriu: non sarà più gratis la rappresentanza negli enti locali
CAGLIARI. C’è una novità che potrebbe scatenare più di una polemica nella bozza definitiva della riforma degli Enti licenziata dalla commissione e che il Consiglio deve approvare. Riguarda il riconoscimento di un rimborso spese (ma potrebbe essere anche un gettone) ai futuri consiglieri e presidenti delle Unioni di Comuni e della Città metropolitana cagliaritana. Se questo emendamento sarà approvato dall’aula, i sardi – compresi quelli che faranno parte dei Consigli delle ex Province in transizione – saranno gli unici in Italia a essere pagati per i nuovi incarichi: Sì, perché la legge nazionale Delrio, cui deve per forza far riferimento la prossima legge regionale, prevede invece la «completa gratuità del lavoro di rappresentanza». Al comma 3 dell’articolo 71 bis della legge Erriu, quella regionale, è stato aggiunto questo passaggio: le cariche sono svolte secondo il principio generale della gratuità ma senza oneri effettivi per coloro che le svolgono». Sarà poi il Consiglio, con un regolamento successivo, a stabilire poi l’entità del rimborso o del gettone. C’è il rischio che questo passaggio della legge Erriu possa essere contestato dal Governo, lo ha fatto già con la Sicilia, ma Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd, che ha proposto l’emendamento accolto, sostiene su Sardiniapost: «Non c’è nulla di straordinario nè illegittimo. Abbiamo solo ribadito il dettato costituzionale che regola l’accesso alle cariche pubbliche in condizioni di uguaglianza e il reddito non può essere una discriminante fino a impedire l’esercizio della stessa carica».
Riforma col buco. Il vuoto sarebbe la mancanza di una grande Unione dei comuni montani, con gli stessi poteri della città metropolitana. A sollecitare un articolo a sostegno delle «città di campagna diffusa sono stati i sindaci di Ollolai e Seulo, Efisio Arbau ed Enrico Murgia
Appalti dei Comuni. Con una leggina votata all’unanimità, il Consiglio ha messo una pezza al problema della centrale unica di committenza per gli appalti e gli acquisiti. I Comuni avrebbero dovuto istituirla entro il primo novembre, pochissimi l’anno fatto con la motivazione che «la riforma degli Enti locali non c’è ancora». Il rischio era un blocco immediato di appalti, acquisti e assunzioni nei cantieri comunali. L’Anci aveva sollevato il caso, il Consiglio ha accolto la segnalazione e rinviato la scadenza per le «centrali uniche» al 31 gennaio.
Fondi ai Gal. Sempre con un leggina votata all’unanimità, il Consiglio ha risolto anche il caso dei Gruppi d’azione locale, i Gal, che finora non avevano potuto incassare i due milioni stanziati nella Finanziaria 2015. Il nodo burocratico è stato sciolto sarà una delibera di Giunta a disciplinare il percorso per la restituzione delle somme anticipate dai sette Gal.
Riforma dello Statuto. Il Consiglio regionale doveva esprimere un parere sulle proposte di riforma costituzionale dello Statuto presentate alla Camera e al Senato dai parlamentari sardi del Pd. Fra le riforme anche la cancellazione delle Province dallo Statuto e anche nuovi poteri alla Giunta. Però il parere in aula non è stato espresso e le proposte ritorneranno in commissione, che convocherà per alcuni chiarimenti i parlamentari sardi.
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