Roma stretta nella morsa dei falsi allarmi
Chiuse per ore le metropolitane. Gabrielli presenta il piano sicurezza: no fly zone per il Giubileo
ROMA. «Lo spazio aereo su Roma durante il Giubileo sarà interdetto. Possibile attacco batteriologico? Non esiste rischio zero. Sangue freddo e raziocinio». Il prefetto di Roma Franco Gabrielli nel presentare il piano sicurezza per il Giubileo sceglie la linea del “calma e gesso” già dettata dal premier Matteo Renzi. La conferenza stampa, a cui partecipano anche il commissario di Roma capitale Francesco Paolo Tronca e il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti, si tiene in un palazzo Valentini dove si entra senza passare per alcun controllo di metal detector. Fuori c’è una città blindata, in subbuglio per gli allarmi bomba che continuano a essere lanciati e per quell’informativa dell’Fbi che vuole San Pietro come prossimo obiettivo dell’Is dopo gli attacchi di Parigi. Gabrielli ripete il leitmotiv: non sottovalutare ma non drammatizzare la situazione. «I cittadini - dice - devono continuare a vivere la loro vita, mentre le istituzioni devono realizzare una cornice di sicurezza».
L’8 dicembre, data di inizio dell’anno Santo straordinario voluto da papa Francesco, è sempre più vicino e la macchina organizzativa va sempre più veloce in attesa dei 30 milioni di pellegrini che in meno di un anno attraverseranno la porta santa della Basilica Vaticana. Tronca promette che i cantieri saranno chiusi entro il 31 gennaio e annuncia una imminente rotazione dei dirigenti del Comune. Zingaretti annuncia dodici nuovi Pronto soccorso, 860 nuovi professionisti sanitari, 400 volontari per il primo soccorso. Poi assicura il potenziamento dei trasporti Cotral e delle ferrovie regionali. Dopo i numeri, è la volta del tema cruciale, la sicurezza. Gabrielli affronta il tema degli attacchi dal cielo e ribadisce la misura del no fly zone anticipata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ci saranno zone interdette al volo praticamente in tutta la città e per tutto il periodo del Giubileo. Le interferenze di ultraleggeri e droni "verranno gestite anche con l’ipotesi dell’abbattimento", dice Gabrielli che parla di un potenziamento del sistema radar che consentirà di verificare la presenza dei velivoli non autorizzati. Gabrielli chiama anche in causa le comunità islamiche: «Mi aspetto che assumano una netta posizione senza se e senza ma. C’è un attacco da parte di criminali e le prime vittime sono proprio gli islamici. Pretendiamo dalle comunità islamiche un atteggiamento di collaborazione».
Alla fine della conferenza stampa le domande sulle misure di sicurezza sono ancora tante. I giornalisti circondano il prefetto e gli chiedono quanto c’è da preoccuparsi della segnalazione del Federal Bureau of Investigation su San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala a Milano. «Di segnalazioni come queste - afferma - nella mia lunga carriera ne ho viste un’infinità. L’informativa che ci è arrivata oltretutto parlava della cattedrale di San Pietroburgo, tutto è possibile... Di messaggi, allarmi e sollecitazioni ne avremo in quantità industriale, perché rispondono anche agli interessi di chi vuole creare confusione e puntare a obiettivi anche più sofisticati». Quando Gabrielli lascia la sala alle 11, la fermata della metro A, Lepanto, a pochi passi dal Vaticano, viene evacuata per il ritrovamento di un pacco sospetto. È il quarto allarme bomba in città in meno di 24 ore.
Nel pomeriggio altre due segnalazioni a diffondere nervosismo: la prima sulla linea C alla stazione di Torre Gaia, in periferia, per due borse frigo dimenticate da una bambina; la seconda ancora sulla linea A per una borsa lasciata su un vagone alla fermata Cornelia. Conteneva alimenti. In questo caso è stato un militare di pattuglia a chiamare la polizia.
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