La Nuova Sardegna

Garanzia giovani, 38mila domande e molte difficoltà

di Stefano Ambu
Garanzia giovani, 38mila domande e molte difficoltà

La maggior parte dei richiedenti ha tra 15 e 24 anni L’assessore Mura ammette: «Non tutto ha funzionato»

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CAGLIARI. Oltre 38mila richieste di adesione finora al programma Garanzia giovani. La maggior parte, 22.498, sono nella fascia di età dai 15 ai 24 anni. Gli altri 13.477 arrivano sino ai 29 anni. Una curiosità. Non tutti i ragazzi che vogliono partecipare sono domiciliati nell'isola: il 4 per cento delle domande arriva da altre regioni. Sono gli ultimi report sardi del piano nazionale anti-disoccupazione rivolto ai Neet, i giovani che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. Per loro l'avvio di un percorso, che, dopo la sottoscrizione di un Patto di attivazione, dovrebbe portare a vedere il lavoro non come un fantasma, ma come qualcosa, come dire, in carne e ossa. Tutto questo attraverso apprendistato, tirocini, formazione, corsi per mettere su un'impresa e tanto altro. Sì, ma come sta andando? Ieri la Sardegna si è messa a confronto anche con altre esperienze come Spagna e Portogallo in una conferenza dal titolo “Dalla Garanzia per i giovani alla Garanzia per tutti. I servizi del lavoro come diritto".

Presente anche l'assessore regionale al Lavoro Virginia Mura. «Un'occasione importante di confronto con altre realtà territoriali che hanno più o meno gli stessi problemi di disoccupazione giovanile e un alto numero di Neet. Da quello che stiamo sentendo siamo abbastanza avanti nel dare risposte, ma ci sono anche situazioni che non hanno funzionato. Nell’incontro stanno emergendo tutte le eccellenze, ma vengono anche segnalati i punti di difficoltà e sono proprio questi che a me come assessore interessano di più. Ad esempio il fatto che ci siano stati più attori istituzionali ha comportato in alcuni casi, soprattutto in partenza, delle difficoltà di interazione».

L’assessore ha anche annunciato nuove iniziative. «Le misure di Garanzia giovani non sono esaustive per quel target. Recentemente con 3 milioni di euro abbiamo fatto partire gli IeFP, corsi triennali per ragazzi disoccupati privi di qualifica che in Sardegna non esistevano ancora. Il fenomeno è molto pesante, non potremo dare un lavoro a tutti, ma abbiamo il dovere di dare un diritto al collocamento a queste persone". Al centro del dibattito anche il Disegno di legge regionale che riforma i servizi e le politiche per il lavoro, presentato dalla Giunta e attualmente all’esame del Consiglio.

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