Razzia di capolavori, furto shock a Verona
Colpo da oltre 15 milioni di euro giovedì ai Musei civici Rubati 17 quadri, tra cui Pisanello, Bellini e sei Tintoretto
VERONA. Clamoroso colpo dei banditi al Museo di Castelvecchio a Verona, dove giovedì sera sono stati rubati 17 preziosi quadri esposti nella galleria d’arte per un valore sicuramente superiore ai 15milioni di euro. Ad agire una banda di professionisti: tre malviventi con il volto coperto hanno immobilizzato l’unica guardia giurata privata presente e la cassiera, poi hanno costretto il vigilante ad accompagnarli nelle sale dove hanno rubato i quadri. Nella tarda sera di giovedì sono arrivati, mentre la polizia scientifica eseguiva i rilievi, anche il sindaco Flavio Tosi e la direttrice del Musei civici, Paola Marini che al momento del furto si trovava al Ristorante 12 Apostoli per ricevere l’omonimo premio.
Tra le opere trafugate ci sono sei Tintoretto; “Madonna allattante”, “Trasporto dell’arca dell’alleanza”, “Banchetto di Baltassar”, “Sansone e Giudizio di Salomone”, un Rubens la “Dama delle licnidi”, “La Madonna della quaglia” del Pisanello, “San Girolamo penitente nel deserto” di Jacopo Bellini, la “Sacra famiglia con una santa” di Andrea Mantegna.
Una tavola di Giulio Licinio, “Conversione di Saulo”, è rimasta danneggiata in un angolo. «Il danno al quadro di Licinio, che era vicino a quelli di Tintoretto – ha detto la direttrice del museo, Paola Marini. – non è grave, sarà facilmente restaurabile. Dimostra però la brutalità con cui queste persone hanno agito». «È un danno immenso» ha concluso la storica dell’arte.
Gli altri quadri razziati dai ladri sono: “Ritratto di giovane con disegno infantile” e “Ritratto di giovane benedettino” di Giovanni Francesco Caroto, “Ritratto maschile” della cerchia di Jacopo Tintoretto, “Ritratto di ammiraglio veneziano” della Bottega di Domenico Tintoretto, Porto di mare” di Hans de Jode, “Ritratto di Girolamo Pompei” di Giovanni Benin.
«Le norme e i parametri di sicurezza non rendono impossibili i furti, li fanno anche al Louvre». Ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, commentando il colpo. «Guardando le immagini – ha detto ancora Tosi – il colpo era preparatissimo, perché non hanno mai parlato fra di loro prelevando quello che volevano prelevare. Sono entrati nel momento di pre chiusura quando nel museo non c’è nessuno, non è ancora chiuso verso l’esterno e la guardia si appresta a chiudere».
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