Salah in fuga, è braccato anche dall’Is
Per la polizia di Parigi ha una nuova identità. Trovato un terzo corpo nel covo di Saint Denis. Hasna non era la kamikaze
PARIGI. È il terrorista più ricercato al mondo. Non solo dalla polizia ma ora, pare, anche dai boia dello Stato islamico, infuriati con lui per aver tradito la parola data non immolandosi da kamikaze durante le stragi di Parigi. Salah Abdeslam, il ventisettenne francese in fuga ormai da una settimana e tra i principali esecutori della mattanza nei tavolini di bar e ristoranti, sarebbe stato visto aggirarsi giovedì sera nelle strade di Anderlecht, un quartiere alla periferia di Bruxelles, a bordo di una Citroen. A seguito dell’allarme, tutti i poliziotti in servizio hanno ricevuto l’ordine di restare operativi e l’Università Ulb, dove era in corso una festa, è stata evacuata.
Per camuffarsi - scrive El Mundo pubblicando le immagini che la polizia francese avrebbe diffuso alle forze dell’ordine di altri Paesi europei - indosserebbe occhialoni con montatura nera da “nerd” e cappellino da rapper e userebbe un altro nome: Yassine Baghli. Di più. Il sito “Lacapitale.be” ha raccolto la testimonianza anonima di un suo amico con cui si sarebbe confidato nei giorni scorsi. «Salah è a Molenbeek. L’ho incontrato martedì sera. Era qui, ma non per molto. Mi ha detto di essersi spinto troppo oltre. È sopraffatto dagli avvenimenti ma non può arrendersi», come gli ha chiesto il fratello Mohamed in un’intervista tv. «Ciò avrebbe conseguenze per la sua famiglia», ha aggiunto l’amico anonimo, spiegando che Salah teme adesso le rappresaglie dell’Is.
A una settimana esatta dai massacri sale intanto da 129 a 130 il numero di innocenti uccisi, mentre tra le macerie del covo dei terroristi a Saint Denis la polizia scientifica ha trovato i resti un terzo cadavere, probabilmente un uomo, oltre a quelli già identificati del principale “regista” Abdelhamid Abaaoud e della cugina Hasna Ait Boulhacen. È stato lui - e non la giovane jihadista di 26 anni - a farsi esplodere da kamikaze durante il lungo assedio. Sette giorni dopo inoltre le immagini della videosorveglianza del metrò dimostrano che immediatamente dopo i massacri di Parigi, alle 22.14, Abaaoud entrò tranquillamente alla stazione Croix-de-Chavaux, sulla linea 9, nella zona di Montreuil. Appena cinquecento metri dal luogo in cui la mattina successiva venne ritrovata la Seat carica di kalashnikov usata per la carneficina tra i tavolini di bar e ristoranti.
Prende così corpo l’ipotesi che il jihadista belga considerato come il grande regista delle operazioni fosse presente a bordo dell’auto durante il massacro e che una volta parcheggiato sia salito nel metrò senza pagare il biglietto per andarsi a nascondere nell’appartamento di Saint Denis. È stato invece identificato il terzo kamikaze dello “Stade de France” passato il 3 ottobre scorso da Lero, isola greca del Dodecanneso di fronte alla Turchia, proprio come l’altro dei tre kamikaze che si sono fatti esplodere durante l’amichevole Francia-Germania.
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