Alleanze, Sel si spacca nell’isola
Si approva il patto con Irs e Rossomori, il gruppo legato a Piras lascia l’aula
ORISTANO. Alla fine Sel si è spaccata e chissà se presto ci saranno contraccolpi sulla Giunta regionale (i vendoliani dicono nessuno) e sulle prossime amministrative a Cagliari e Olbia. Quanti di Sel, alle comunali del 2016 andranno in cordata con il Pd, quanti sceglieranno l’appoggio esterno e quanti andranno da tutt’altra parte? Era già un giallo ed è diventata la scena di una faida dopo l’assemblea regionale del partito a Oristano. La divergenza fra chi difende l’identità del partito (ad esempio l’intero gruppo in Consiglio regionale) e chi invece è già confluito in Sinistra Italiana (come la corrente capeggiata dal deputato Michele Piras) è venuta fuori in maniera drammatica alla fine della riunione e dopo un dibattito in cui, seppure con tante sfumature diverse, nessuno aveva osato mettere in dubbio il sostegno al governatore Francesco Pigliaru e neanche al futuro candidato-sindaco di Cagliari, l’uscente Massimo Zedda che è proprio di Sel. Quando ormai tutto sembrava essere filato liscio o quasi, la bagarre è scoppiata nel momento in cui il segretario e consigliere regionale Luca Pizzuto ha messo in votazione il documento finale. Fino ad allora erano presenti una sessantina di degati sui previsti 100 e poco più, ma subito quelli vicini a Piras, una ventina abbondante, sono saltati sulle sedia dell’Hotel Mariano. È stato nell’attimo in cui Pizzuto ha chiesto il via libera all’ipotesi di «una Sinistra, ecologia e libertà sarda federata un domani con quello che sarà di Sel a livello nazionale, ma oggi impegnata ad aprire in Sardegna un confronto e ad accogliere nel caso partiti, associazioni e movimenti della sinistra progressista e sovranista». In altre parole, massima attenzione a quanto accade sulla terra ferma, ma nell’isola decidiamo di testa nostra. Cioè, ad esempio, proviamo a stringere un’alleanza con gli indipendentisti di Irs e i Rossomori, mentre pare ormai tramontata la cordata anche col Partito dei sardi e il Centro democratico. Ma qualunque siano i compagni di viaggio questa è una scelta regionalista che da sempre non va giù al deputato Michele Piras, portavoce invece della necessità di uno stacco molto più dal Pd, soprattutto da quello che detesta dell’era Renzi. Il segretario ha voluto la conta sul documento, Piras e i suoi sono usciti dalla sala e qualcuno ha chiesto la verifica del numero legale, per rendere nullo il voto sul via libera al partito federato. Invece i presenti rimasti nel salone erano una trentina, poco più della metà dei sessanta delegati all’inizio dell’assemblea, è così il documento finale è stato approvato. Ma è chiaro che la spaccatura ora sancita nei fatti e non solo dai comunicati contrapposti avrà degli strascichi. Non tanto sulla Giunta regionale, anche se tutta Sel ha sollecitato a Pigliaru più coraggio e maggior decisionismo sui problemi che interessano la gente, ma sulle prossime amministrative. A Cagliari Massimo Zedda dovrebbe rimanere ancora il candidato-sindaco di tutto il centrosinistra ma lungo strada potrebbe perdere qualche pezzo. A Olbia invece è ancora tutto in alto mare.
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