La Nuova Sardegna

Assalto al Radisson Hotel Bilancio definitivo: 21 morti Il Mali in stato di emergenza

Assalto al Radisson Hotel Bilancio definitivo: 21 morti Il Mali in stato di emergenza

Le vittime di 15 diverse nazionalità: uccisi due terroristi, caccia al commando Salvo per un caso imprenditore di Ascoli Piceno e due colleghi italo-africani

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Stato di emergenza in Mali dopo l’attacco di venerdì all’hotel Radisson Blu di Bamako mentre le forze di sicurezza danno la caccia ad almeno tre sospetti terroristi. Nell’attentato, ha annunciato il presidente del Paese, sono morte 21 persone, inclusi due estremisti. «Il bilancio delle vittime è pesante e terribile: 21 morti, tra cui due aggressori, e sette feriti», ha detto ieri sera il presidente Ibrahim Boubacar Keita correggendo le informazioni della tv di Stato, secondo cui i terroristi uccisi erano tre e altre 27 persone avevano perso la vita. Ma le vittime avrebbero potuto essere molte di più, visto che all’inizio dell’attacco durato nove ore - i terroristi avevano preso in ostaggio tra le 150 e le 170 persone. Il presidente ha inoltre ordinato lo stato di emergenza nazionale per 10 giorni, scattato alla scorsa mezzanotte, mentre il lutto nazionale di tre giorni, con bandiere a mezz’asta, inizierà domani.

Il Mali si trova dunque di nuovo nel mirino dei jihadisti: nonostante l’intervento militare a guida francese nel 2013, che ha costretto gli estremisti alla fuga dalle città, gli attacchi sono proseguiti e quest’anno hanno interessato sempre più la parte sud del Paese, come quello del marzo scorso contro un bar di Bamako frequentato da stranieri (cinque vittime, tra cui un francese e un belga). E anche questa volta le vittime straniere dell’attentato firmato dai jihadisti di al Mourabitoun, gruppo legato ad al Qaida ma forse confluito nell’Is, sono numerose. Nel complesso le nazionalità sono 15 e tra loro ci sono anche una volontaria americana, sei russi dipendenti della compagnia aerea Volga-Dnepr, tre cinesi e un israeliano. Si è salvato per puro caso, invece, l’imprenditore italiano Giovanni Cimini, 58 anni, amministratore delegato dell’azienda energetica Western&Co di Porto d’Ascoli, che ha lasciato il Radisson poco prima dell’attentato terroristico ed è rientrato venerdì notte in Italia, dove ha saputo di quanto accaduto. Due suoi collaboratori africani, Leon Aharrh Gnama, del Togo ma a lungo residente nelle Marche, e Maiga Abdouramane, maliano, entrambi anche con passaporto italiano, si sono trovati nel pieno della sparatoria: Gnama è rimasto contuso a una gamba ed è rimasto per ore nascosto sotto i corpi di una quindicina di vittime, l'altro stava parcheggiando, ha sentito gli spari ed è scappato in auto. Entrambi sono per fortuna sani e salvi. «Sono stato al Radisson fino a poche ore fa», ha scritto Cimini in un primo post su Facebook. I due collaboratori «sono riusciti a scappare dopo il blitz e sono vivi per miracolo». Insomma, «dobbiamo accendere un cero tutti e tre», ha aggiunto l’imprenditore.

Sono arrivate durante la scorsa notte, intanto, le dichiarazioni internazionali di sostegno al Mali. Per il presidente americano Barack Obama «questa barbarie rinforza solo la nostra determinazione a far fronte a questa sfida», mentre il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un telegramma di condoglianze al presidente del Mali ribadendo che occorre «la più ampia cooperazione internazionale» per combattere il terrorismo. E il Consiglio di sicurezza dell’Onu condanna con la massima fermezza «l’orribile attacco terroristico» all’hotel Radisson ed esprime supporto alle autorità maliane nella loro lotta contro i gruppi terroristici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative