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Emissioni, paletti dalle Regioni

Emissioni, paletti dalle Regioni

Bruxelles, la commissione guidata da Pigliaru dice no all’accordo al ribasso

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BRUXELLES. Città e regioni Ue non sono disposte ad accettare dai governi un accordo al ribasso sui nuovi tetti massimi delle emissioni per i test su strada delle auto. Dopo lo scandalo Volkswagen, i governatori e sindaci sono preoccupati per la salute dei cittadini. Questo in sintesi il messaggio che arriva dal Comitato delle Regioni Ue, che in commissione Ambiente – organismo presieduto dal governatore Francesco Pigliaru – ha approvato una dichiarazione ad hoc. L'accordo attualmente trovato dai 28 prevede soglie di non conformità più alte e più tempo per adeguarsi per le case automobilistiche rispetto alla proposta iniziale. Sarà fra l'altro consentito di superare i limiti degli ossidi di azoto di oltre il doppio previsto per legge dal 2017. «Il problema delle emissioni nocive ha effetti diretti sui cittadini ed è quindi estremamente rilevante per i governi locali – spiega Francesco Pigliaru – Le regioni e le città europee non possono accettare che i governi nazionali alzino i limiti previsti per le emissioni dei veicoli: chiediamo che non siano tollerate le manipolazioni e i che i test siano più rigorosi e vengano svolti non in laboratorio ma su strada, in condizioni reali di utilizzo».

Secondo il presidente della Regione le case automobilistiche devono agire «con trasparenza per recuperare la fiducia dei consumatori». Il Comitato delle Regioni dell’Unione Europea fa appello inoltre perché gli enti locali abbiano diritto a chiedere un'equa compensazione alle case costruttrici responsabili di eventuali violazioni, per consentire a città e regioni di attuare piani dedicati a migliorare la qualità dell'aria.

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