In lotta con il senso di colpa La maternità negata di Noga
Esce per l’editore Einaudi il racconto “La comparsa” di Abraham Yehoshua Ambientato a Gerusalemme è una metafora della vita quotidiana in Israele
Il lettore che abbia una qualche familiarità con l'opera di Abraham Yehoshua non potrà che restare sorpreso alla lettura del suo ultimo libro, appena uscito per Einaudi e intitolato «La comparsa» (260 pagg., 20 euro). Una sorpresa che deriva da una novità assoluta per lo scrittore israeliano: quella cioè di aver scelto una donna come protagonista. Noga, questo il suo nome, ha quarant'anni e vive in Olanda. La sua personale diaspora è stata consapevole e volontaria: dietro di sé, dieci anni prima, ha lasciato suo marito e la famiglia d'origine, per emigrare in Olanda dove suona l'arpa in un'orchestra sinfonica. Si ritrova però costretta a trasferirsi, per tre mesi, a Gerusalemme, per evitare l'esproprio della casa della sua anziana madre, mentre questa trascorre un periodo di prova in una casa di riposo a Tel Aviv.
Qui, per provvedere alle sue spese giornaliere, ma soprattutto per contrastare la noia, lavora occasionalmente come comparsa su alcuni set televisivi e cinematografici. Nello sfondo di una Gerusalemme sempre più nera in balìa degli ebrei ultraortodossi, e di una «bianca Tel Aviv», Noga comincia un percorso a ritroso nel suo passato scandito dai diversi ruoli che si trova di volta in volta a interpretare.
Non è un caso che ad aprire questo percorso sia la parola oltremodo carica di significato - «colpevole» - che la donna pronuncia come membro di una giuria sul set di un processo. La tensione che Noga avverte mentre pronuncia quella condanna è tale da far presumere che quel sentimento di colpa abbia una portata incommensurabile: esso infatti pervade, da questo momento in avanti, ogni pagina del romanzo, lasciando al lettore il sospetto che non riguardi solo i protagonisti del libro, ma che percorra le strade di quel paese, insinuandosi fin dentro alle vene di tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.
Come a voler suggerire che quando si dice pensare, in Israele, si intenda pensare alla colpa. Quali siano le colpe di Noga è chiaro: quella di non aver voluto dei figli da suo marito e di averne abortito uno, di aver abbandonato la madre e rinnegato la sua terra. «La comparsa» è dunque anche un romanzo sulla maternità nel senso più ampio del termine: e sull'estinzione, seppure temporanea, di quella maternità. Centrale resta infatti la figura della madre di Noga, sebbene la dialettica tra le due donne resti muta fino alla resa dei conti finale, quando si compirà una misteriosa epifania. Un romanzo che racconta di una femminilità dolente, ma dove la materia romanzesca si alleggerisce per il tramite di un catalogo di corrispondenze magiche: una fra tutte la figura del giapponese che, con passi corti e leggeri, apre e chiude il libro.
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