La Nuova Sardegna

Rotte minori: addio continuità. La Regione punta sulle capitali

di Luca Rojch
Rotte minori: addio continuità. La Regione punta sulle capitali

La Commissione Ue ha bocciato la sovvenzione delle tratte con gli altri centri della penisola L’assessore Deiana: subito un bando per collegare l’isola con le grandi città europee per tutto l’anno

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CAGLIARI. Le leggi che regolano il movimento nei cieli non sempre rispondono a una scienza esatta. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana lo ha scoperto in questi anni in Regione. In cui ha dovuto mantenere in piedi il complicato meccanismo dei collegamenti aerei. Non trasformare la Sardegna in un’isola irraggiungibile, in particolare nei mesi freddi, è un’impresa complicata. E costosa.

Messa in cassaforte la continuità con Roma e Milano, anche se può ancora migliorare, Deiana si trova nella complicatissima situazione di garantire anche altre rotte.

Addio Ct2. Non si può urlare in modo troppo ufficiale, anche perché Meridiana un po’ spera che si possa trovare una soluzione. Ma la Continuità territoriale 2 non esiste più. A farla schiantare sono le norme rigide dell'Unione europea, che di fatto vietano qualsiasi ipotesi di sovvenzione per alcune rotte. Il motivo è semplice. Su quelle tratte che collegano l’isola con Torino, Verona, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo ci sono già le compagnie low cost che viaggiano. Manca uno dei presupposti essenziali perché si possano creare delle rotte sovvenzionate. L’assenza di un mercato. L’Europa non accetterebbe mai che si viaggiasse sulla stessa rotta con e senza le sovvenzioni. «Pensiamo a una soluzione differente – spiega l’assessore –. Ora se si prenota molto tempo prima i costi sono convenienti. Ma se si acquista il biglietto qualche giorno prima diventano proibitivi. Si potrebbe imporre alle compagnie un tetto massimo sul prezzo in cambio di una sovvenzione». Una ricetta che dovrà in ogni caso superare il vaglio di Bruxelles.

Winter links. La nuova versione della continuità territoriale 2 si chiama winter links. «Abbiamo individuato sei mercati obiettivo – spiega l’assessore –. Sono Francia, Spagna, Inghilterra, Paesi Bassi, Svizzera e Germania. I collegamenti saranno con città più importanti. I voli partiranno dai tre scali sardi. Su queste rotte abbiamo possibilità di investire. Il meccanismo passa per una strategia precisa, che lega l’esigenza di collegare l’isola con il resto dell’Europa e la possibilità di garantire anche un flusso turistico nei mesi di spalla». La Regione ha messo a punto una strategia precisa. «È l’unica che può ottenere il via libera da parte dell’Europa – spiega Deiana –. Ci lavoriamo anche in sinergia con l’assessore al Turismo Francesco Morandi. Mettiamo a punto i dettagli. Fino a pochi giorni fa non avevamo certezza delle risorse finanziarie. Ora si». Per sostenere il winter links l’assessorato al Turismo ha affiancato un bando per la promozione dell’immagine della Sardegna destinato alle imprese di pubblicità che potevano utilizzare anche le compagnie aeree. Uno strumento di promozione.

Tutti in gara. Ma la novità è che per la prima volta le compagnie che vorranno ottenere le sovvenzioni su rotte internazionali dovranno partecipare a un bando. Su tutte Ryanair. La compagnia low cost irlandese ha un modello di business che la porta a non partecipare a nessun tipo di bando di gara per assicurarsi le rotte. «Ma sono convinto che questa volta anche le low cost saranno interessate a queste rotte – continua Deiana –. Credo che possano diventare strategiche». Anche perché saranno attive per tutto l’anno. Compresi i mesi invernali. «Credo che Ryanair – dice Deiana –, come tutte le altre compagnie, farà le sue valutazioni. Deciderà se trova altre rotte più convenienti. È una scelta di mercato tutta loro che non possiamo che rispettare».

Il cambio. La Regione sembra dare l’addio anche alle sovvenzioni alle low cost su rotte senza oneri di servizio. Il modello che per tanti anni ha attirato i maggiori vettori. «Da due anni non diamo più un euro – conclude Deiana –. È l’Europa che con le sue norme lo vieta. In caso contrario si rischia di doverle restituire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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