La Caritas: 108mila famiglie indigenti in Sardegna, cresce la povertà
L'organizzazione pastorale della Conferenza episcopale italiana ha presentato il dossier con i numeri dei centri di ascolto nel 2014
CAGLIARI. Aumenta la povertà in Sardegna. Questo almeno è quello che risulta dai numeri della Caritas che vede crescere il numero di coloro che si rivolgono ai suoi centri di ascolto: 6.882 nel 2014 contro i 6.221 dell'anno precedente. Nel 2007, prima della crisi, erano solo 2.199.
In difficoltà soprattutto i quarantenni: la fascia di età che maggiormente chiede aiuto è quella tra i 45 e i 49 anni. Problemi economici e di lavoro soprattutto. Le richieste più frequenti: il pagamento della bolletta dell'energia elettrica o del telefono, la possibilità di avvalersi di un servizio di mensa, del vestiario, dei sussidi economici, una consulenza legale.
Sono i punti chiave del Report su povertà ed esclusione sociale presentato dalla Caritas martedì 24 novembre. Complessivamente sono 108mila le famiglie indigenti nell'Isola, 7.000 solo a Cagliari le persone che vivono in povertà assoluta.
«Non va trascurato il fatto - hanno spiegato i curatori del dossier - che si tratta della cosiddetta "punta dell'iceberg", in quanto molte persone non conoscono i servizi offerti dalla rete Caritas e tante altre, per pudore, non hanno il coraggio di chiedere aiuto».
Delle 6.882 persone ascoltate, una o più volte, presso i Centri di ascolto della rete Caritas in Sardegna nel corso del 2014, la maggior parte è costituita da cittadini italiani (il 72,1%). Gli stranieri ascoltati, rispetto ai quali è stato possibile risalire al Paese d'origine, sono stati in tutto 1.430.
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