Emergenza energia, il Governo prende tempo
Nel vertice di Roma: poche possibilità per essenzialità e super-interrompibilità Pigliaru si aspettava molto di più: «Non possiamo permetterci altri rischi»
ROMA. Neanche un pugno di lampadine in più, per ora. Sull’energia il Governo pare non aver capito che la Sardegna è prossima al black out. Economico, industriale e sociale. Altrimenti non si capirebbe il muro sollevato da un ministro della Repubblica, Federica Guidi, che ha avuto persino uno scatto di nervi quando è stata incalzata con parole sante partite dal cuore da alcuni operai: «È la solita storia, tante frasi, ma non c’è altro», è stata la frase all’origine del battibecco. Se non arriverà qualche pacco dono prima di Natale, l’esito della riunione allargata al ministero dello Sviluppo è stata purtroppo un fiasco. Era stata convocata con urgenza e molte aspettative su super-interrompibilità ed essenzialità. Sono due parole zeppe di significato e lavoratori. Se svanirà la prima, l’ultima decisione spetterà a metà dicembre all’Unione Europea, sono ben 18 le aziende sarde in bilico e potrebbe saltare anche il possibile acquisto dell’Alcoa di Portovesme da parte della Glencore, Se non ci sarà più il contributo dell’essenzialità per tre centrali elettriche (Fiume Santo a Porto Torres, Sulcis e Ottana) è molto probabile l’ennesima randellata sull’occupazione, con 5mila operai subito licenziabili. Tutto questo il Governo pare non averlo proprio capito.
Delusi. Eppure che l’energia fosse un problema sentito e vitale per la Sardegna, doveva essere chiaro da questo particolare: a Roma non c’erano solo il presidente della Regione, l’assessore all’Industria, associazioni delle imprese, i sindacati, ma anche una folta delegazione del Consiglio regionale, capeggiata dal presidente Gianfranco Ganau e molti sindaci, preoccupati per gli effetti collaterali del black out. E invece dal vertice sono tutti usciti a testa china, con in tasca solo un aggiornamento della riunione a ridosso di Natale, Con anche la speranza che, nel frattempo, Bruxelles non consideri la compensazione sulle tariffe per le 18 aziende un aiuto di Stato e dia il via libera almeno alla sopravvivenza delle fabbriche. Sembra ancora più difficile ottenere il ritorno dell’essenzialità, è appena scaduta, perché Terna e Autorità nazionale per l’elettricità hanno fatto sapere che «loro non fanno politicae se non ci sono gli estremi, la rete elettrica sarda ora è sicura, i contributi per le centrali non sono più possibili. Anche qualche funzionario del ministero si è affrettato a dire: «Sappiamo già che, seppure senza l’essenzialità, non ci saranno licenziamenti a Fiume Santo e nel Sulcis». Mentre per Ottana è stata promessa maggiore attenzione visto che l’azienda ha «presentato un interessante piano di riconversione che valuteremo».
Pigliaru. All’uscita dal vertice, i presenti dicono che il governatore non fosse per nulla soddisfatto, anche se all’inzio s’è trincerato dietro «è stata una riunione interlocutoria», per poi lasciarsi andare a un molto più duro: «Sia chiaro, non c’è comunque più tempo da perdere». Poi all’Agenzia Dire ha detto anche altro: «Il Governo è convinto, noi al momento assolutamente no, che senza essenzialità le centrali- Porto Torres e Portovesme saranno in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali. Noi siamo molto scettici di fronte a questa affermazione, siamo pronti a guardare i numeri, a fare rapidi approfondimenti, ma manteniamo questa convinzione: l'essenzialità è fondamentale almeno fino a quando anche la Sardegna non avrà il metano». Poi l’amarezza è trapelata anche nel comunicato dell’Ufficio stampa della Regione: «Non possiamo più permetterci – è una delle frasi riportate fra virgolette – ulteriori rischi nei posti di lavoro. Chiediamo una proroga per le centrali e poi, insieme al Governo, dobbiamo aumentare il pressing sull’Unione Europea, che ha in mano il dossier sulla super-interrompibilità». Un filo di speranza c’è ancora, ma non ci sono dubbi: tutti dal Governo si aspettavano e prima di Natale si aspettano molto di più. (ua)
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