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La Regione cavalca la green economy

La Regione cavalca la green economy

Il 92 per cento degli acquisti ha un impatto ambientale pari a zero. Virtuosi anche i Comuni, in 104 rispettano i vincoli

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CAGLIARI. La Regione ha fatto un balzo in avanti non da poco: il 92 per cento di quanto spende per beni e servizi ha un impatto ambientale uguale a zero. Le Agenzie e gli Enti controllati sono anche loro sulla buona strada. Ben 104 Comuni invece hanno rispettato la regola vincente: è «meglio un acquisto verde» che inquinare. Altri 75 possono vantarsi di avere altrettante mense scolastiche sostenibili e a chilometro zero. Poi c’è il record dei record: gli 85mila lampioni ecologici (il numero eccezionale ha sorpreso anche l’Unione Europea) installati in 297 Comuni su 377. Sono questi alcuni numeri che confermano quanto il fenomeno «comprare verde» sia diffuso nella pubblica amministrazione in Sardegna. Così tanto che nel confronto con le altre regioni, l’isola una volta tanto è ai primi posti nelle graduatorie nazionali, con dalla sua anche un altro ottimo risultato: sono 13 i premi di qualità ed efficienza ritirati nella penisola e in Europa da Regione, Comuni, Province e Università. «Siamo all’avanguardia» nella green pubblic procurement, che tradotto sta per acquisti pubblici ecologici, è stato detto con soddisfazione nel primo appuntamento organizzato dalla Regione e dalle Province, per tracciare un bilancio del progetto «Sardegna compra verde». È un progetto cominciato nel 2009, poi cresciuto in fretta e – se è concesso l’azzardo – capace di «inquinare» tutti i settori. Tanto che ora anche nei bandi pubblici, compresi quelli in cui c’è di mezzo l’edilizia, è previsto un bonus in graduatoria, cioè più possibilità di vincere l’appalto, riconosciuto alle imprese capaci di ridurre le emissioni di anidride carbonica, produrre poco rifiuti o proporre l’uso di prodotti naturali. «In tema di sostenibilità – ha detto l’assessore all’Ambiente Donatella Spano – la Sardegna ha fatto molto ed è stata capace di esportare le sue buone pratiche a livello nazionale ed europeo». È un patrimonio di grande valore che non va disperso. Anzi, dobbiamo farne il nostro punto di forza». Nonostante gli ottimi risultati, i margini di crescita della green economy sono ancora possibili. L’obiettivo è raggiungere il 100 per cento degli acquisti verdi nella pubblica amministrazione. La campagna di educazione ha funzionato, le risposte ci sono state. «Ora – è stato detto durante le varie sessioni del Forum – le politiche a favore degli acquisti verdi devono essere rafforzate, soprattutto nell’edilizia e nella sanità, per far sì che domanda e offerta riconoscano proprio nel più basso possibile impatto ambientale un decisivo valore aggiunto». Occorre insistere – è stata la conclusione – su «azioni dimostrative capaci d’innescare una definitiva inversione di tendenza rispetto alle diffuse pratiche sull’uso purtroppo indiscriminato dell’ambiente». È una sfida importante e la Sardegna, come confermato dal primo bilancio di questi anni, vuole essere ancora in prima fila. «Questo è un momento importante – ha detto l’assessore all’Ambiente – siamo alla vigilia della conferenza di Parigi sul clima è l’impegno deve essere ancora più forte anche da parte delle piccole amministrazioni pubbliche, perché acquistare verde significa sempre e solo questo: rispettare e mettere al sicuro l’ambiente». (ua)

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