Guerra e amori, tra isola e Continente
Al Massimo debutta “Giovanna detta anche Primavera” di Valentino Mannias
CAGLIARI. Giovani teatranti crescono. E si agitano – fortunatamente – per trovare un piccolo spicchio di sole in una realtà dominata da tutte le sfumature del grigio. Fatica durissima ma necessaria: e ogni tentativo in questo senso va salutato con affetto e incoraggiato. La notizia in sè è buona, in generale per il teatro che abita le contrade del Belpaese. Ancora di più per quelle locali dove tra bassa qualità generale, isola sempre più tagliata fuori dal giro, dai circuiti e dai dibattiti, per non parlare del disastro istituzionale con assenza di risorse certe e leggi ad hoc, è quasi miracoloso che ci siano giovani che vogliano calcare ancora le tavole del palcoscenico.
Lo fanno con risultati eccellenti Valentino Mannias, Giaime Mannias e Luca Spanu in “Giovanna detta anche Primavera”, allestimento prodotto dal Teatro Sardegna in scena questi giorni nella sala M1 del Massimo con la firma di Valentino Mannias, diplomato alla scuola Grassi di Milano e fresco vincitore del premio Hystrio alla Vocazione, una vera investitura.
E Mannias di qualità (come anche i suoi colleghi) ne ha. I tre suonano da professionisti, cantano e agiscono la scena da attori esperti e già maturi. L’autore e attore in particolare è poi una vera scheggia. Si muove in velocità occupando lo spazio in modo bulimico per riportare alla luce storie narrate dalla nonna allo scopo di “ sposare la donna giusta”.
Racconti intimi e privati dai tempi della guerra, parlano di amori sballottati dalla Sardegna al Continente, andata e ritorno, tra fantaccini sardi e ufficiali napoletani. Odio, gelosia e amore, vita e morte prendono forma in un dinamico, divertente e ambizioso helzapoppin teatrale dove il giovane Mannias con pochi elementi (c’è anche una vaga reminiscenza terzoteatrista che non disturba, anzi), disegna un atto stimolante. Protagonista e mattatore ben coadiuvato dall’altro Mannias (flautista jazz e cugino di Valentino) e Spanu, indossa freneticamente anche fisicamente, vesti diverse, di uomini e donne, di fidanzate e spose, dando corpo a una storia dove stanno bene assieme narrazione popolare e citazioni colte. Giovanna ricorda infatti la donna di Guido Cavalcanti citata da Dante nella “Vita Nuova” ( (“Giovanna detta appunto la Primavera” o “Prima verrà”) nel ventiquattresimo sonetto “Io mi senti' svegliar dentro a lo core”. Presagio di amore vero(cioè Beatrice) che trafigge il cuore e prende l’anima. Repliche sino al 13 dicembre.
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