La Nuova Sardegna

UN’OCCASIONE PERSA PER APRIRSI AL DIALOGO

di ATTILIO MASTINO

di ATTILIO MASTINO Nella giornata nella quale Papa Bergoglio viene accolto dall'Iman nella moschea di Bangui nella Repubblica Centro Africana, l'arcivescovo di Sassari Padre Paolo si vede sbattere la...

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di ATTILIO MASTINO

Nella giornata nella quale Papa Bergoglio viene accolto dall'Iman nella moschea di Bangui nella Repubblica Centro Africana, l'arcivescovo di Sassari Padre Paolo si vede sbattere la porta in faccia da parte del Collegio della Scuola di San Donato nel centro storico di Sassari. Naturalmente torna in mente la mancata visita di Benedetto XVI all'Università “La Sapienza di Roma” il 18 gennaio 2008, un evento che fu frutto di evidenti errori di valutazione da parte di alcuni professori, soprattutto alla luce del discorso, alto e profondissimo, poi pubblicato da Papa Ratzinger, nel quale precisava di non voler imporre una fede, ma di mettersi al servizio degli studenti. Abbiamo sentito la dirigente giustificare la decisione con l'esigenza di mantenere un equilibrio, di rispettare il carattere multietnico della scuola primaria, di difendere un'istituzione pubblica, che potrebbe esser minacciata se l'arcivescovo parlasse entro le mura dell'Istituto. Trovo tutto questo molto esagerato, eccessivo, perfino venato di una pericolosa ideologia davvero legata al passato. Una cosa piccola piccola, come se si cercasse un pretesto per mettere il cappello su una sedia, per farsi avanti come i primi della classe nella corsa all'integrazione degli stranieri. Per accreditarsi come la scuola più di sinistra in una competizione con altre scuole. Mi sono chiesto quanto di sinistra possa esserci in questa posizione e quanto di destra ci possa essere in una chiesa come quella turritana di oggi, retta da un arcivescovo francescano, che sappiamo attivissimo sul piano del dialogo e dell'assistenza sociale. La presenza di un vescovo, come quella di un rabbino, di un iman, di un filosofo ateo all'interno di una scuola può essere solo un'enorme ricchezza, un’occasione di crescita, di confronto, di dialogo, di comprensione, di pace. Abbiamo visto Padre Atzei accolto dagli studenti universitari, nei Licei, negli istituti comprensivi, in tutto il territorio, in una Sardegna che vuole dialogare e aprirsi generosamente verso gli immigrati, respingendo il razzismo che qua e là purtroppo si manifesta. A parte il prestigio e il rilievo sociale che assume il Vescovo in Sardegna, volevo dire che questo Vescovo si è distinto negli anni per aver evitato il proselitismo, per essersi confrontato laicamente sul piano della cultura e del dialogo. Nel marzo 2003 proprio dalla chiesa francescana di Santa Maria di Betlem è partita la grande manifestazione, alla quale ha preso parte tutta la città, contro la seconda guerra americana nel Golfo, voluta da George Bush. Oggi sappiamo che Papa Giovanni Paolo II ha tentato fino all'ultimo di evitare l'anarchia in tutto il medio oriente, dall'Iraq alla Siria. Del resto non c'è nulla di personale nei confronti di questo vescovo e vedo che la stessa dirigente dichiara: «Trarremmo sicuramente un grosso vantaggio culturale nel dialogare con il vescovo e le associazioni cittadine sulla situazione in cui versa il quartiere e sulla necessità di costruire un progetto di pace e di convivenza civile, ma occorre rispettare anche il modo di operare della nostra scuola». Il punto è proprio questo: il modo di operare delle nostre scuole, che rispondono ad una tradizione, a una cultura, ad una realtà storica, a un’identità alla quale non possiamo rinunciare in una società globale in movimento; che progettano un futuro che vorremmo di integrazione e di rispetto per tutti. Dobbiamo fare uno sforzo allora per rispettarci a vicenda. Il problema va declinato oggi anche laicamente, con lo scopo di rappresentare meglio la vocazione alla formazione e alla ricerca propria della scuola pubblica, libera da condizionamenti, rispettosa del pluralismo, attenta al futuro dell'umanità, impegnata per la pace. La Scuola cambia come cambia la Chiesa, che non è più quella certo troppo invadente di Pio XII, che forse qualcuno vorrebbe riesumare per combatterla meglio. Abbiamo tutti una nuova idea di Chiesa, che ora si apre al mondo. Baruffe come questa certo non aiutano.

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