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la protesta

I sindacati: stabilizzazioni come in Sicilia

CAGLIARI. Stabilizzazione. È stato questo l’appello lanciato dai precari degli Eni locali e della Regione nel sit-in organizzato davanti al Consiglio regionale insieme ai sindacati. In Sardegna a...

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CAGLIARI. Stabilizzazione. È stato questo l’appello lanciato dai precari degli Eni locali e della Regione nel sit-in organizzato davanti al Consiglio regionale insieme ai sindacati. In Sardegna a essere a rischio sono oltre 500 posti di lavoro, con l’assurdità che alcuni dei precari ormai lavorano negli uffici pubblici da oltre quindici anni rinnovo dopo rinnovo. Alla fine dell’anno i loro contratti sono in scadenza e nel giro di pochi mesi potrebbero trovarsi tutti sulla strada. Prima di incontrare il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il presidente della commissione Autonomie Francesco Agus (fra i primi a lanciare l’allarme) e i capigruppo, sono stati i sindacalisti a dare ancora più forza alla protesta. Davide Paderi della Cisl è stato deciso nel dire: «La Sicilia s’è mossa con largo anticipo e pare abbiamo trovato una soluzione con un emendamento alla Legge di stabilità. E la Sardegna? Per ora non ci sono prospettive per i nostri precari e se la politica non si muove con autorevolezza – ha proseguito il segretario – in tre mesi avremo 500 disoccupati in più». A sollecitare «autorevolezza e azioni forti da parte della giunta Pigliaru», è stato Nino Cois, della Cgil funzione pubblica. Con anche un’altra richiesta: nella riforma degli Enti locali deve esserci un emendamento per la stabilizzazione dei precari. «Finora dalla nostra classe politica è stata inadeguata», ha ribadito Fulvia Murru della Uil. È stato il presidente della commissione Autonomia Agus (Sel) a tracciare quella che potrebbe essere una soluzione. «La strada che il Governo dovrebbe intraprendere – ha detto – è la stessa utilizzata per i precari della scuola, serve solo la volontà di farlo ma non solo in una regione, la Sicilia, ma in tutte».

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