Turismo, una legge anti-sommerso
La proposta di Fi obbliga anche gli affittacamere a comunicare i nomi degli ospiti
CAGLIARI. Il gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale si scaglia contro i fantasmi del turismo ricettivo. E presenta una proposta di legge per contrastare l’abusivismo delle attività extra alberghiere. Un sommerso che nell’isola vale circa 300 milioni di euro. Il testo, di cui il primo firmatario è il vice capogruppo di Fi ed ex sindaco di Alghero, Marco Tedde, punta a modificare la legge regionale del 1998 che detta le regole per la classificazione delle aziende alberghiere. E introduce l’obbligo per le strutture non imprenditoriali, come gli affittacamere, di comunicare ai comuni le generalità degli ospiti e i pernottamenti.
Nel disegno di legge è inserito anche un aumento delle sanzioni. Da 5mila a 20mila euro, contro la precedente norma che le fissava tra 500mila e tre milioni di lire. Con la a possibilità che i proventi delle sanzioni siano interamente devoluti ai comuni per finanziare la promozione del turismo e il sostegno alle strutture in regola. «Il fenomeno dell’abusivismo ha raggiunto dimensioni bibliche – ha spiegato Tedde –. Su 100 turisti che arrivano 65 scompaiono e non vengono classificati nelle strutture». I consiglieri azzurri hanno attaccato poi la giunta Pigliaru. «È completamente statica sulle politiche turistiche, dimostrando di non considerare il comparto come trainante per l’economia sarda» hanno sottolineato Giuseppe Fasolino, consigliere di Fi e sindaco di Golfo Aranci, e l’ex assessore Alessandra Zedda. Il capogruppo Pietro Pittalis ha messo a segno una doppia stoccata. «La politica turistica non può prescindere da quella dei trasporti, gestita ancora in maniera irresponsabile».
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