Fuoco di fila sui ticket I sindacati: «Idea folle»
CAGLIARI. Solo l’ipotesi che i ticket sulle ricette arrivino prima di Natale o a gennaio ha scatenato fuoco e fiamme. Se lo scontro politico era scontato, a far clamore è stata la riposta secca del...
CAGLIARI. Solo l’ipotesi che i ticket sulle ricette arrivino prima di Natale o a gennaio ha scatenato fuoco e fiamme. Se lo scontro politico era scontato, a far clamore è stata la riposta secca del sindacato alla nuova e ancora indefinita tassa per ridurre il disavanzo della sanità: 400 milioni.
Cgil, Cisl e Uil. Le segreterie regionali sono andate dritte al bersaglio: «Aumentare i costi a carico dei cittadini – hanno scritto – è una scorciatoia che di per sè non pone rimedio alle gestioni inadeguate, costose e poco omogenee dei servizi offerti in questi anni dalle Azienda sanitarie». È un no secco e non di oggi quello dei sindacati al piano di rientro ormai deciso dalla giunta Pigliaru anche se non ancora nel dettaglio. «Per far fronte al profondo rosso della sanità – è scritto ancora nel comunicato – servirebbero invece investimenti in strutture, reti, ricerca e personale, con criteri definiti e un monitoraggio costante. Oggi l’obiettivo di governa deve essere solo quello di migliorare la qualità del sistema sanitario per far sì che ai cittadini siano garantiti i migliori servizi possibili in un’ottica di prevenzione e cura fino a invertire quella che è stata una cattiva gestione». È una presa di pozione che i sindacati ripeteranno mercoledì all’inizio dell’incontro con l’assessore al Bilancio Raffaele Paci sulla nuova Finanziaria, ma nel frattempo si lamentano anche con l’assessore alla Sanità Luigi Arru: «Sulla rete territoriale sanitaria – hanno scritto – ancora una volta saremo consultati dopo che è stata presentata e non prima».
Il centrodestra. È scattato come una furia contro la Giunta. L’ha fatto d’istinto anche se forse avrebbe fatto bene a ricordarsi che qualche anno fa al governo c’era proprio il centrodestra. «Avevamo proprio bisogni dei professori prestati alla politica per trovare la soluzione innovativa dei ticket», è stato il commento ironico di Paolo Truzzu (Fdi),. Attilio Dedoni (Riformatori) ha sollecitato invece e prima di tutto la «rimozione dei commissari delle Asl, nominati dal centrosinistra, che non hanno rispettato gli obiettivi minimi di contenimento della spesa». Per Marcello Orrù (Psd’Az) «è una vergogna che gli sprechi siano scaricati si sardi: non sono certo loro i colpevoli». Poi all’atatcco è uscito compatto il gruppo di Forza Italia. Ignazio Locci ha parlato di «una Giunta capace solo di fare promesse da mariano: aveva escluso i ticket e ora li fa risuscitare». Il capo gruppo Pietro Pittalis e stato ancora più crudo: «Pigliaru è peggio di Soru: con lui è la salute, non le barche, il nuovo lusso da tassare. La revisione della spesa non può essere l’alibi per gabelle e tagli privi di senso».
Il battibecco. È stato quello a distanza fra l’ex governatore Ugo Cappelalcci (Fi) e il presidente della commissione sanità del consiglio regionale Raimondo Perra (Psi), che fa parte della maggioranza. Il primo ha detto: «Il centrosinistra ha vagheggiato soluzioni ma sono i dati non gli slogan a dire che questa Giunta vuole rimettere le mani nelle tasche dei sardi». Perra ha replicato: Se c’è qualcuno che ha fatto ricadere sui sardi inefficienza e malgoverno, questo è l’ex presidente Cappellacci, con una gestione irresponsabile. Perché oggi la sanità paga la scarsa capacità del centrodestra di tenere sotto controllo il deficit: l’ha sempre nascosto nei bilanci e non ha fatto neanche le riforme». Cappellacci ha ribattuto: «Lo scaricabarile è un vecchio trucco che non funziona più». E la risposta di Perra è stata immediata: «Abbiamo ereditato una voragine reale e i ora noi abbiamo deciso di metterci le mani senza nasconderci e con coraggio». (ua)
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