Niente presepe e canti di Natale bufera alla scuola materna
La dirigente dice no ai simboli e agli eventi della cristianità: bisogna rispettare la laicità dell’istituzione L’ira del parroco don Cossu su Facebook e l’invito ai bambini: venite a fare la recita in Chiesa
INVIATO A GOLFO ARANCI. Sulle finestre, gli adesivi con il faccione di Babbo Natale. Dentro, un albero con le palline colorate. Il presepe no, c’è solo in una delle tre aule. Fuori stavano per farlo, invece la dirigente scolastica ha detto no. Alla materna di Golfo Aranci i simboli del Natale non devono essere cristiani. Anche se i bimbi di confessione islamica «sono un paio su sessanta» dice un genitore. Perché la scuola è laica.
La polemica. Il caso, l’ennesimo, sarebbe rimasto confinato nella struttura di via Cala Moresca, alla periferia del paese, dominata da Capo Figari. Una soluzione l’avrebbero trovata, forse, i genitori e la preside contestata per il no pronunciato al presepe e più ancora alla recita con i canti cristiani. Il vicesindaco e allenatore della squadra di calcio di Golfo Aranci, Mariolino Mulas, per esempio ha scritto: «Non si può attaccare chi ha delle responsabilità senza prima confrontarsi per cercare di capire i motivi di certe decisioni. Lunedì ci vedremo, la dirigente ha garantito che tutto si risolverà serenamente». Dove l’ha scritto, Mulas? Ma su Facebook, ovviamente. Perché è lì, sul social più popolare, che è esplosa la polemica.
Il post del parroco. Ieri, alle 11, quello che era successo dentro la scuola materna è diventato di dominio pubblico. Con un post del parroco, don Alessandro Cossu: «Che tristezza, anche qua nella scuola dell'infanzia, a quanto pare a dire delle mamme, la dirigente scolastica si è alzata con la luna storta e ha vietato categoricamente ogni forma, canto o abbellimento cristiano. Io sono esterrefatto. “Questa è una scuola laica” ha gridato e il “ministero proibisce ogni forma di religione”. Ma il significato della parola “laico” è popolo, non “popolo areligioso”. Io credo che l'Isis sta vincendo la sua battaglia perché tutti gli italiani hanno perso la loro identità cristiana». In poco tempo, una valanga di condivisioni (ben 221 alle 21) e di “mi piace” (più di 300).
Gli schieramenti. Tutti con il parroco. Tutti contro la dirigente, Raimonda Cocco, a capo di sei scuole elementari e cinque materne tra Olbia e Golfo Aranci. Fastidio, sorpresa, imbarazzo: sentimenti che hanno invaso Golfo Aranci per tutto il giorno. Padri e madri all’uscita da scuola hanno poca voglia di commentare. «La scuola è laica, le canzoni di Natale ci saranno, ma senza riferimenti religiosi» dice un’insegnante. Per il sindaco, Giuseppe Fasolino (Forza Italia, partito già agguerrito contro i presidi anti-presepe), una questione difficile da gestire. Fasolino chiama la dirigente scolastica e si fa spiegare che cosa è successo e perché. La dirigente dice che ha «applicato una direttiva del ministero», che «la scuola è laica», che quindi «la festa di Natale si farà, ma senza presepe». Poi si lasciano con una promessa: lunedì si vedranno, parleranno, chiariranno. Più volte contattata, la dirigente non ha risposto al giornale.
La recita in Chiesa. Il parroco, determinato assai, e combattivo, senza paure (sul suo profilo Facebook ha condiviso un post di Grillo contro Renzi), ha invece rilanciato. Ha offerto alle mamme la possibilità di fare la recita in chiesa. Le mamme hanno detto ok, ma la dirigente scolastica - dicono - non vuole che i bambini, dai 3 ai 5 anni, provino le canzoni a scuola. E dunque don Cossu ha lanciato la sua “crociata”: «Allora la prossima settimana non mandate i bimbi a scuola. Che vengano in chiesa, proveranno qui le canzoni per la recita di Natale». Alla politica, l’arte del possibile, tocca ora trovare una via d’uscita. Per non rovinare il Natale, la festa dei bambini.
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