Pollai e rimesse diventano ville: 48 indagati, chiesto il sequestro
Porto Cervo, nel mirino della Forestale una serie di case costruite su una collina vista mare Una lottizzazione di 28 abitazioni di lusso con piscina spacciate per capanni, depositi e casali
PORTO CERVO. Le coltivazioni di ortaggi biologici, l’ovetto fresco ogni mattina, il miele prodotto dalle api che raccolgono il nettare dai fiori di corbezzolo e di erica che ammantano di verde la collina di Nialiccia, a due passi da Porto Cervo. Inserite in questo agreste paesaggio con vista panoramica 28 ville con tanto di piscina, dependance, posto macchina, bed & breakfast e rimessaggio per barche ed ecco realizzata, nel corso degli anni, l’ennesima lottizzazione abusiva scoperta nei giorni scorsi dagli uomini del Nipaf, gli ispettori della nucleo investigativo della vigilanza ambienale regionale.
Le persone denunciate alla procura della Repubblica per la lottizzazione abusiva dei 70 ettari di collina sono 48 tra proprietari terrieri (originari di Arzachena) tecnici che si sono succeduti nel predisporre oltre 120 frazionamenti che hanno portato restringere a 32 lotti una zona agricola sulla quale realizzare fattorie ecologiche, pollai, depositi di prodotti agricoli e tettoie per io ricovero di trattori e macchinari vari. I controlli effettuati tra la fine di novembre e i primi di dicembre degli uomini dell’ispettorato forestale di Tempio diretti dal comandante Giancarlo Muntoni hanno invece portato alla luce una realtà ben diversa da quella descritta nelle diverse licenze edilizie concesse con la deroga della destinazione urbanistica rurale. Al posto del pollaio che avrebbe dovuto fornire quotidianamente uova fresche alla numerosa “comunità” degli intraprendenti agricoltori che hanno deciso di coltivare la terra nelle assolate e sterili pietraie di Nialiccia, tra i graniti e la rinsecchita macchia mediterranea, hanno trovato un ufficio vendite con tanto di studio tecnico-professionale dove venivano progettate villette a misure di cliente. In quella che sulla documentazione depositata all’ufficio tecnico del comune di Arzachena risultava essere una fattoria modello destinata ai coloni che coltivano ortaggi biologici gli uomini del corpo forestale hanno invece scoperto un moderno e funzionale B&B pubblicizzato con il passaparola, mentre di arnie e locali per l’estrazione e la conservazione del prezioso miele millefiori che avrebbero dovuto sorgere sulla cima della collina neppure l’ombra. Al posto delle casette per le api si è preferito costruire una villetta con tanto di piscina. Più a valle, in prossimità della provinciale che porta a Porto Cervo, anzichè trovarsi davanti a un deposito di motozappe, trattori e falci i forestali hanno trovato un rimessaggio per barche: ça va sans dire, più che ovvio trovandosi a breve distanza dalle coste e dal mare più bello del mondo.
Ora l’intero incartamento è sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu che aveva ordinato l’ispezione dei luoghi dando mandato ai forestali di accertare cosa fosse stato realizzato sulla collina di Nialiccia, al confine ovest della Costa Smeralda. La richiesta di sequestro probatorio per l’intero “compendio agricolo” è già stata inoltrata al gip del tribunale di tempio. Tra le 48 persone denunciate per lottizzazione abusiva ci sono diversi arzachenesi, tecnici e liberi professionisti di Olbia e Sassari e acquirenti sardi e di diverse zone d’Italia.
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