I pendolari: almeno è più comodo
I commenti dei viaggiatori abituali, stanchi delle lunghe trasferte in piedi
SASSARI. Più veloce del treno per ora sono state le critiche. Quelle dei pendolari sono piovute addosso al nuovo convoglio realizzato in Spagna con la forza di una tempesta, poco dopo l'ingresso trionfale alla stazione di Sassari di ieri mattina, davanti a una parata di politici, qualche curioso e due o tre agenti della Digos. L'Atr 365 che da domani correrà su e giù per l'isola in 2 ore e 47 minuti fa discutere da nord a sud. Il risparmio di tempo per ora sarà di soli otto minuti: l'unica vera novità sarà un maggiore comfort, il wi fi a bordo e qualche presa elettrica per ricaricare smartphone e pc durante l'attraversata dell’isola.
Perché il viaggio dal capo di sopra a quello di sotto diventi veramente “veloce” bisognerà però ancora attendere. Prima - è stato spiegato più volte - c'è da adattare la vecchia rete ferroviaria alle esigenze dei nuovi trenini costati alla Regione 80 milioni di euro. I primi a mugugnare ieri mattina, con i motori del nuovissimo Atr ancora caldi, sono stati i passeggeri arrivati a Sassari dal capoluogo a bordo di un secondo convoglio, giunto in stazione tre quarti d'ora dopo il treno inaugurale. «Peggio di come è andata fino ad oggi non potrà andare - commenta Laura Tronu cagliaritana iscritta all’università di Sassari - speriamo che migliorino comodità e servizio a bordo, perché con i vecchi treni è capitato più di una volta di dover viaggiare in piedi». La polemica non poteva non rimbalzare sui social network. Qualcuno è disposto a dare fiducia alla giunta regionale come il sassarese Gianluigi Luridiana che vive a Cagliari: «Quando potrà pendolare l'investimento avrà un senso - dice - nel frattempo, visto che comunque ci mette 10 minuti in meno ed è molto più comodo, meglio farlo viaggiare che tenerlo fermo». Più critico Maurizio Colombino: «L’avessero pubblicizzato come più comodo e non come treno veloce sarebbero stati più corretti - sostiene su facebook - così è uno spreco di denaro». Intanto la stazione di Sassari deve fare i conti con un’accoglienza da terzo mondo, con l’unico bar presente chiuso da due anni e mezzo e la Polfer che dalle 19 va via per carenza di personale. Ma questa è un’altra storia.
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