Sorpresa: aumentano gli occupati
Più 24.800 al lavoro da fine 2014 grazie soprattutto alle donne
CAGLIARI. Eppure si muove: malgrado la crisi economica in Sardegna la percentuale degli occupati sale e cala quella dei disoccupati. Lo dice l’Istat, con dati analitici rielaborati in funzione dell’isola dal servizio statistica della Regione. Sono numeri incoraggianti e per certi versi sorprendenti: gli occupati salgono di 24.800 unità, dai 549,5 mila del terzo trimestre del 2014 ai 574,3 mila dello stesso periodo di quest'anno. Dalle cifre alle percentuali il balzo è di oltre due punti: si passa dal 48,7% al 50,8%. Di contro vanno giù i disoccupati: 15 mila in meno, dai 129.400 del terzo trimestre 2014 ai 114.800 del 2015 con il tasso di disoccupazione che cala al 16,7% dal 19,1% del terzo trimestre 2014 e dal 18% del secondo trimestre 2015. Sorpresa nella sorpresa, è l’occupazione femminile a trainare verso l’alto il dato regionale: finalmente si avvicina alla media nazionale (42% Sardegna e 47% Italia, mentre nel Mezzogiorno arriva al 30%). Il dato che il presidente Francesco Pigliaru ha voluto aggiungere alle tabelle Istat descrive ancora più chiaramente la tendenza del mercato: dal primo dicembre 2014 ad oggi, nell’arco di un anno esatto, i sardi che hanno un lavoro sono passati da 543 mila a 574 mila, con un saldo positivo di 31 mila unità che almeno sul piano teorico va riferito all’operato dell’attuale governo regionale, per quanto sia impossibile rintracciare le ragioni di una tendenza positiva che se confermata cambierebbe in meglio lo scenario economico dell’isola. Di certo Pigliaru, pur tenendo bassi i toni, non poteva nascondere la soddisfazione: «Questi dati ci fanno guardare con ottimismo al mondo del lavoro – ha commentato il presidente – il quadro è incoraggiante, la tendenza ad uscire dalla crisi sembra presente e rinforzata, qualcosa sta funzionando nel ciclo economico. Mi aspetto che il jobs act funzioni e che possa incoraggiare le imprese a puntare sull'occupazione».
Spigolando fra cifre e istogrammi forniti dalla Regione emergono alcuni dati interessanti: per esempio di scopre che il tasso di attività registrato in Sardegna - vale a dire l'offerta di lavoro, si calcola col rapporto tra popolazione attiva e popolazione in età lavorativa - è molto più alto che nel Mezzogiorno: siamo al 61,2% contro il 52,3% del sud Italia. Anche su questo indicatore pesa il dato femminile: al tasso di attività del 38,5% del Meridione corrisponde un 51,9% dell’isola. Tutti questi dati si riferiscono alla fascia di età che va dai 15 ai 64 anni. Il dato sugli inattivi conferma la tendenza: in Sardegna sono diminuiti fa trimestre a trimestre del 2,5%, nel sud dello 0,4%. (m.l)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
