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Enti locali, oggi il Consiglio rischia di saltare

Enti locali, oggi il Consiglio rischia di saltare

Poco meno di 3mila gli emendamenti al testo della Giunta: non ci sono i tempi tecnici per il via libera

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CAGLIARI. Più emendamenti di quelli depositati per la legge sull’edilizia, erano un migliaio, e neanche da paragonare con quelli quand’era in discussione la Finanziaria 2015, erano poco meno di mille. La riforma degli Enti locali rischia davvero di battere ogni record fino al punto che – se gli emendamenti saranno com’è probabile poco meno di tremila – potrebbe addirittura saltare ed essere rinviata di 24 ore la seduta del Consiglio regionale. Seduta convocata alle 16 proprio per discutere uno dopo l’altro i 76 articoli della bozza licenziata un mese fa dalla commissione autonomia. Però si sa già che il testo all’ordine del giorno è davvero solo una bozza: una settimana fa, i sindaci hanno ottenuto dalla Giunta e dalla maggioranza di centrosinistra una pressoché totale correzione almeno dei punti chiave. Cioè quelli che da sempre sono al centro della battaglia dei campanili e delle competenze: città metropolitana, città medie, aree strategiche e il resto del corollario.

La scadenza. Oggi alle 10 gli emendamenti dovranno essere tutti depositati e dopo un’ora saranno girati alla commissione Autonomia (presidente Francesco Agus di Sel) che dovrà esprimere il parere su ognuna delle correzioni proposte. Se la valanga sarà confermata, come pare, è molto difficile che i commissari riescano a chiudere i lavori (esprimere il parere) prima delle 6, ora in cui dovrebbe cominciare la seduta del Consiglio e neanche lo spostamento alle 17-18 potrebbe bastare. A quel punto il rinvio al giorno dopo sarebbe inevitabile e di certo sarà anche sostenuto – in gran segreto – anche dai consiglieri pallonari: alle 21 Rai2 trasmetterà Inter-Cagliari di Coppa Italia e in quel momento sull’aula del Consiglio (c’è da scommetterci) scenderà il buio per lasciar spazio alla diretta tv.

La Giunta. L’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu dovrebbe presentare una trentina di emendamenti e saranno i più significativi. Sono quelli con cui, a parte le Unioni di Comuni, sarà riscritta buona parte della legge. Le correzioni proposte dalla Giunta – e sostenute dalla maggioranza – serviranno a capire quali delle richieste dei sindaci sono state accolta. Due sono sicure da tempo: la definizione esatta e anche costituzionale delle aree strategiche (prenderanno il posto delle Province) e subito dopo delle annunciate città medie sia che siano solo tre (Sassari, Olbia e Nuoro), o crescano fino a sei con Oristano, Carbonia e Iglesias.

La maggioranza. Indiscrezioni insistenti fanno sapere che diversi consiglieri del centrosinistra sarebbero pronti a presentare oltre un centinaio di emendamenti indipendenti rispetto a quelli concordati con la Giunta. Molti saranno solo di bandiera, «l’importante che lascino traccia», è il senso di questa presenza. Altri dovrebbero essere di sostanza, ma non si sa con quanta possibilità di successo. È accaduto già in commissione, con diversi consiglieri del centrosinistra impallinati dalla stessa maggioranza.

La minoranza. Dopo aver abbandonato l’aula martedì scorso, giorno d’inizio del dibattito in aula, e averlo fatto in polemica per ll’accorso segreto (è stato detto in Consiglio) fra Giunta e sindaci, stavolta il centrodestra darà battaglia in campo aperto. Ha annunciato 2.500m emendamenti e anche una strategia per evitare la bocciatura a cascata nel caso in cui alcuni articoli siano stati riscritti del tutto. Quale sarà la strategia? È un mistero. (ua)

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