Ryanair, la corsa per fermare la fuga
La regina dei voli low cost smobilita da Alghero e Cagliari, la Regione pensa a nuove strategie
SASSARI. Il regalo di Natale di Tirrenia arriva poche settimane dopo l’annuncio di Ryanair. Sembra il mondo alla rovescia: la compagnia di navigazione abbassa le tariffe sinora salatissime per i residenti mentre la reginetta dei voli low cost, che negli ultimi 15 anni ha portato moltissimi sardi in giro per l’Europa con pochi euro, tradisce l’isola. Non fa le valigie ma in parte smobilita. Ridimensionamento moltissimo la presenza nell’aeroporto Riviera del Corallo di Alghero e riducendola anche a Cagliari. In totale, dal 1 aprile 2016, saranno 22 i collegamenti in meno, 14 dal Nord dell’isola e 8 dal Sud. Con Alghero che dice addio ai collegamenti storici, con la Spagna e con la Francia. Il motivo: per la compagnia irlandese non c’è convenienza, la Regione è appesa alle decisioni dell’Europa, che esamina con lente critica la legge 10, quella che prevede aiuti alle low cost. L’isola è stata già condannata per avere versato, dal 2010 al 2013, 17 milioni di euro all’anno. Una procedura scorretta, secondo Bruxelles, che ora la giunta deve gestire. Nel frattempo il governo annuncia 30 milioni per la continuità territoriale e la Regione mette a punto un nuovo modello di continuità che valorizzi anche i mesi freddi e guarda verso le capitali europee. L’obiettivo, con un apposito bando, è dare contributi a compagnie che mantengano le tratte attive tutto l’anno. Non solo d’estate, quando la Sardegna fa gola. E non solo Ryanair, che ha apertto l’isola all’Europa gestendo il sistema in quasi perfetta solitudine.
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