«Pendolino bello, ma lento»: la pagella dei pendolari al nuovo treno Sassari-Cagliari
In viaggio sull'Atr 365 nel primo lunedì di corse. Passeggeri stupiti per la comodità: «Ma vogliamo arrivare prima»
Svizzero alla partenza, italiano all’arrivo. Il Pendolino non riesce a rispettare i tempi stabiliti. Binari da museo e semafori dispettosi intralciano il percorso del nuovo treno (un po’ più) veloce. E così le due ore e 47 minuti diventano tre e 10. Più di quello che era il tempo impiegato dal vecchio Minuetto. I 20 minuti di ritardo sulla tabella di marcia sembrano essere una costante del Pendolino, che non riesce ad arrivare puntuale a destinazione.
Eppure la partenza fa ben sperare. L’Atr 365 spacca il minuto. Alle 6.40 lascia la stazione di Sassari con destinazione Cagliari. A bordo ci sono i pendolari del lunedì mattina, i primi dell’era Pendolino, perlopiù studenti e lavoratori. Il ritmo è più da trenino verde che da freccia rossa, ma le poltroncine comode, il predellino per i piedi, il wi-fi gratuito conquistano gli assonnati viaggiatori.
Stop a Chilivani. Ma il colpo di fulmine dura poco. Appena 35 minuti. Alle 7.16 il treno veloce rallenta e si blocca a Chilivani. Una fermata non prevista dal menù, ma inserita forzatamente dalla rete ferroviaria inadeguata. Un quarto d’ora di stop che pregiudica il resto del viaggio.
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«È inutile avere un treno più veloce se la ferrovia è questa – allarga le braccia Rosanna Mereu, in viaggio con Carla Spano –. Noi lo prendiamo una volta all’anno, ma mi sa che dall’ultima volta è cambiato ben poco. C’è più caldo, c’è internet, ma è sempre troppo lento».
«Io solitamente viaggio in pullman o col servizio Blablacar – aggiunge Maria Giovanna Pibiu, giovanissima di Muros che studia Psicologia a Cagliari –. Il treno lo prendo raramente, perché fa sempre ritardo. Con il Pendolino speravo non accadesse, ma purtroppo mi sbagliavo».
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Il ritardo aumenta. Alle 7.52 il Pendolino è previsto a Macomer, ma taglia il traguardo solo alle 8.09, quando sul tabellone è atteso ad Abbasanta. Il ritardo è ormai irrecuperabile e tocca quota 20 minuti.
«Bella partenza per il treno veloce – si leva una voce da un gruppo di donne salite a bordo ad Abbasanta e dirette a Oristano per lavoro –. Noi viaggiamo tutti i giorni e abbiamo fatto una lunga battaglia per mantenere la fermata anche per il Pendolino. Ma finora mi sembra non ci sia una grande differenza».
I pendolari quotidiani. A Oristano il treno si riempie. Tra il capoluogo e San Gavino sale la maggior parte dei pendolari. I passeggeri quotidiani che ogni giorno devono raggiungere Cagliari. Salgono sul Pendolino e si guardano attorno stupiti. Sul Minuetto trovare posto a sedere era una missione quasi impossibile, mentre sul nuovo Atr le poltroncine sono raddoppiate. «La possibilità di sederci, di avere un tavolino per appoggiare il computer, di usufruire di wi-fi gratuito è per noi lavoratori un grandissimo passo avanti».
L’arrivo. I comfort, dunque, fanno passare in secondo piano il ritardo. Anche se l’auspicio è che anche quel gap venga presto colmato. Ma per il treno delle 6.40 ormai è impossibile. A Cagliari taglia il traguardo alle 9.50, ventitrè minuti dopo l’orario previsto. Un trend negativo che si ripete pure nella corsa successiva, il Cagliari-Sassari delle 10.40.
La nuova corsa. Il film è lo stesso di quattro ore prima. A Cagliari il Pendolino parte puntualissimo, ma uno stop dopo la fermata di Elmas fa capire che il copione è quello di prima. Uguale identico.
«Prima avevano detto che ci avremmo impiegato due ore, poi due ore e mezza, ma alla fine mi sa che ci vuole più del Minuetto», lamenta Federico Sias, sassarese che studia Ingegneria a Cagliari.
«Rispetto al vecchio treno è molto più comodo, c’è più spazio – aggiunge Martina Celati, giovanissima di Carbonia iscritta all’Accademia di belle arti di Sassari –, ma è ancora troppo lento».
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«Esteticamente è un altro pianeta: poggiapiedi, tavolino – interviene Stefania Loriga, mamma sassarese di ritorno da Cagliari –. E grazie al wi-fi, anche se un po’ ballerino, sono riuscita a guardarmi un film. Almeno così passo il tempo». Oristano, Abbasanta, Macomer, tutto sembra filare liscio. Fino alle porte di Sassari, quando un nuovo inaspettato stop fa lievitare il ritardo oltre i venti minuti. Come da copione.
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