La Regione vara il piano Tagli per 328 milioni
La giunta punta a raggiungere l’obiettivo della riduzione di spesa entro il 2018 via 66 strutture complesse e 4 punti nascita, si lavora per ridurre le Asl
CAGLIARI. Disavanzo della sanità, il piano di rientro è fatto. Dopo averlo approvato martedì, domani la Giunta presenterà il dossier con cui - è l'auspicio - in tre anni vorrebbe ridurre la spesa e dimostrare che non saranno solo i cittadini a metterci una pezza con la super addizionale, i ticket e chissà cos'altro. Sono un'ottantina le pagine del piano, con dati molto dettagliati, ma quella più interessante è l'ultima, come accade sempre nei romanzi gialli. Solo che in questa edizione, data alle stampe dall'assessorato alla Sanità, l'investigatore di turno non arresta l'assassino. Prova, con tanta buona volontà, ad arrestare - nel senso di fermare e frenare - i bilanci in rosso delle Asl e del sistema sanitario regionale. Bene, dal 2016 al 2018 la Giunta vorrebbe risparmiare in tutto 328 milioni e 103mila euro. È poco più del 10 per cento dell'attuale spesa: oltre i 3 miliardi e 200 milioni. Come? Capitolo dopo capitolo, il piano di rientro prova a dipanare la matassa. È stato tutt'altro che facile: la sanità è da sempre una grande malata fra sprechi, cattiva amministrazione, ingorgo di potere e qualità non sempre adeguata agli standard nazionale. Il risultato finale, arcinoto e triste, purtroppo è diventato una palla al piede per la Regione: più della metà del bilancio divorato dal costo complessivo del sistema, 400 milioni di disavanzo quest'anno, 214 milioni di contributi straordinari girati poche settimane fa alle Aziende sanitarie per pagare stipendi e fornitori. Sono numeri spaventosi e per renderli più umani non possono bastare certo solo i ticket e l'addizionale Irpef, anche la sanità deve dare il suo contributo e dovrà essere di spessore. Ed ecco, in estrema sintesi, quello che ha in mente la Giunta.
Rete ospedaliera. Con la ridistribuzione dei posti letto fra acuti e post acuti, con l'azzeramento di 66 strutture complesse e quattro punti nascita per evitare doppioni, il risparmio presunto in tre anni dovrebbe essere di 114 milioni. Con questa sequenza: 4 milioni nel 2015, cento milioni divisi a metà negli altri due anni fino al 2018. Possibilità di riuscita? Ancora incerta. La nuova rete è stata approvata a novembre dalla Giunta, presentata alla Fiera di Cagliari e infine consegnata al dibattito pubblico anche via web. Il percorso è ancora in corso e dovrebbe concludersi entro gennaio, con l'assegnazione definitiva dei posti reparto per reparto. Però nei territori la resistenza è stata forte sin dall'inizio e soprattutto su come saranno classificati - secondo l'assessorato - gli ospedali fra super specializzati e territoriali. Proprio a causa del possibile sbarramento popolare, l'efficacia della riorganizzazione della rete ospedaliera e di quella territoriale (case della salute e di comunità) potrebbe essere inferiore alle attese.
Gestione efficiente. Con il piano di rientro, la Giunta dimostra di essere intenzionata a incidere sull'amministrazione delle attuali undici aziende sanitarie. Senza dire però nulla su quante saranno in futuro le Asl: l'annunciato dimagrimento (alla fine saranno quattro, due o una sola?) è rinviato a quando sarà proposta la riforma sanitaria vera e propria. Comunque non prima di marzo visto che il mandato ai commissari nominati un anno fa sarà prorogato fra poche settimane, con una legge speciale, e per altri mesi. Comunque stando alla tabella di cui sopra: il risparmio complessivo, sempre presunto, dovrebbe essere di 22 milioni e 400mila euro fra "miglior governo della gestione" e riduzione della spesa per il personale che in otto anni (2004-2012) è schizzata invece fino a un più 13 per cento, con un costo assoluto di 140 milioni. Più un altro centinaio fra consulenze e assunzioni interinali seppure bloccate da un anno anche se non in tutte le Asl.
Centrale unica. È uno dei punti forti del piano. Da sempre ogni Asl è una piccola repubblica nell'acquisto di medicinali e macchinari. Secondo la Giunta, il risparmio dovrebbe essere di 47 milioni in tre anni. Con questa gradualità: 10 milioni nel 2016, 57 milioni nel biennio 2017-2018. Mettere a regime il sistema non sarà facile, ma se l'operazione dovesse riuscire: una siringa costerà lo stesso prezzo a Sassari, a Cagliari e in tutti gli ospedali. Oggi non è così: la differenza fra le varie Azienda è esagerata e in alcuni casi persino doppia.
Spesa farmaceutica. Il risparmio annunciato nel consumo dei medicinali, negli ospedali e nelle farmacie, è intorno ai 62 milioni in tre anni. Qualcosa in più potrebbe essere raggiunto se saranno imposti i ticket sulle ricette che da sempre hanno un effetto deterrente contro abusi e accaparramenti. In questo capitolo, gran parte dell'efficacia dipenderà dalla ricetta elettronica, in corso d'opera, e dai controlli sulle prescrizioni da parte dei medici di famiglia. Per quanto riguarda gli ospedali, dovrà essere ridotto il peso delle giacenze con minori sprechi per 28 milioni. Altri 40 milioni in meno potrebbero esserci se funzionerà la campagna regionale di educazione per tenere a bada una spesa che nel 2014 ha sfondato il muro dei 560 milioni fino a superare di ben 126 milioni il tetto previsto. Tanto che la Sardegna è al primo posto in Italia nell'uso di farmaci: un primato da brividi
Altri risparmi. Ammontano a 52 milioni sempre in tre anni fra riqualificazione della rete dei laboratori, revisione delle tariffe, informatizzazione del sistema, oggi troppo sottodimensionato, e contenimento della spesa per dialisi e radiologia
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