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dopo il ciclone cleopatra

Prima udienza per l’alluvione 2013 in aula i due sindaci sotto accusa

Prima udienza per l’alluvione 2013 in aula i due sindaci sotto accusa

TEMPIO. Dopo una salva di eccezioni preliminari, tutte improntate a dichiarare nullo il decreto di citazione a giudizio dei sei imputati per l’alluvione del novembre 2013 in Gallura, il processo è...

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TEMPIO. Dopo una salva di eccezioni preliminari, tutte improntate a dichiarare nullo il decreto di citazione a giudizio dei sei imputati per l’alluvione del novembre 2013 in Gallura, il processo è stato aperto e rinviato. Sul banco degli imputati i sindaci di Olbia e di Arzachena Gianni Giovannelli e Alberto Ragnedda, i tre funzionari comunali, Antonello Zanda, Gabriella Palermo e Giuseppe Budroni, responsabili dei settori di edilizia pubblica, ambiente e protezione civile, e il funzionario provinciale Federico Ceruti Ferrarese. Per tutti l’accusa è di omicidio colposo, disastro ambientale e mancata attivazione delle procedure d'allerta da diramare alle popolazioni di Olbia e Arzachena, territori colpiti, il 18 novembre del 2013, da una terrificante alluvione che fece 13 vittime e provocò danni per oltre 600 milioni di euro a infrastrutture pubbliche, private e alla rete stradale e ferroviaria. Un avvio di processo, com’era intuibile, costellato dalla raffica di eccezioni preliminari aperte dal difensore di Gabriella Palermo, il penalista nuorese Lorenzo Soro, che chiedeva l’annulamento degli atti che riguardavano la sua assistita in quanto le contestazioni erano generiche. A metterci una pezza è stato lo stesso capo della procura della Repubblica Domenico Fiordalisi, ieri in veste di Pm nell’aula di giustizia del tribunale di Tempio, il quale ha contestato immediatamente, stante la presenza in aula dell’imputata, il nuovo capo d’imputazione corretto. Stesso discorso per il mancato rinvenimento di un fascicolo processuale dal quale vennero stralciati i nomi di diversi indagati per i quali venne disposta l’archiviazione. Una richiesta di nullità in quanto il gup che decretò il rinvio a giudizio avrebbe anche disposto quelle archiviazioni, La richiesta avanzata degli avvocati che assistono il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, il collega di Arzachena Alberto Ragnedda e i tecnici comunali – gli avvocati Nicola Satta, Jacopo Merlini, Gerolamo Orecchioni –, non ha trovato accoglimento nel collegio giudicante, presieduto dal Gemma Cucca. Il presidente ha quindi proceduto a stilare un primo calendario delle udienze, bloccata però dalle costituzioni di parte civile dei familiari delle sei vittime di Olbia, con gli avvocati Domenico Putzolu, Mario Perticarà, Giampaolo Murrighile, Elias Vacca i quali hanno chiesto la citazione in aula dei responsabili civili delle amministrazioni comunali coinvolte nel passaggio del ciclone Cleopatra, della Provincia, della Regione e della Protezione Civile. Il processo è stato quindi aggiornato al 1° febbraio 2016, quando verranno formalizzate le richieste delle parti civili e predisposto il calendario d’udienza che i Pm Domenico Fiordalisi e Ginevra Grilletti hanno chiesto venga fissato per un giorno libero dalle udienze, ogni settimana. I testi citati dalla difesa sono 165, 95 quelli dell’accusa e 23 quelli che saranno chiamati a testimoniare in aula dalle parti civili. In pratica 283 persone citate a vario titolo, un numero altissimo di persone informate dei fatti che il presidente Gemma Cucca ha pregato – rivolgendosi ad accusa e difesa – di sfoltire considerato che in molte circostanze le cose da riferire in merito al processo sono ripetitive. Il primo dei cinque processi aperti per la tragica alluvione del novembre 2013 si è comunque aperto, e stando al calendario in via di elaborazione dovrebbe chiudersi entro la metà del prossimo anno, come ha auspicato il capo della procura, Domenico Fiordalisi.

Erano presenti i due i sindaci indagati. (g.p.c.)

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