La Nuova Sardegna

Voli dirottati per nebbia, l’odissea dei passeggeri

di Daniela Scano

Gli aerei Alitalia e Ryanair diretti ad Alghero sono atterrati a Cagliari La lunga notte finisce sui pullman: il rientro a casa dopo le 3 del mattino

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SASSARI. Il fatto era noto prima del decollo, questo è certo. «Ad Alghero c’è un banco di nebbia», ha messo subito le mani avanti alle 21.25 il comandante dopo i saluti di rito. Visti i tre dirottamenti aerei per lo stesso motivo negli ultimi dieci giorni, a bordo abbiamo fatto gli scongiuri. Cinquanta minuti dopo, sorvolando la città catalana, dal finestrino si vedevano le luci delle auto sulla Sassari-Alghero. Tutti abbiamo sperato nello scampato pericolo, invece l’aereo ha preso un’altra direzione e con lui la nostra nottata.

Questa è la cronaca di un cambio di programma che sta diventando un’abitudine per i passeggeri sardi i quali, oltre a quelli già noti, hanno un’altra nemica temibile: la nebbia.

È a causa della nebbia che mercoledì alle 22.20 il pilota del volo Alitalia AZ579 proveniente da Fiumicino ha deciso di virare verso Cagliari. Lo ha fatto anche il pilota dell’aereo Ryanair proveniente da Bologna, mentre il volo arrivato più o meno alla stessa ora da Milano è atterrato regolarmente. O forse i piloti non hanno voce in capitolo, ed è la torre di controllo a prendere queste decisioni per ragioni di sicurezza, chissà. A noi, comunque, a parte la nuova destinazione il comandante non ha sentito il dovere di dare altre spiegazioni. Il suo annuncio è stato accolto da un “ohhhhh” costernato. Sapete com’è, dopo una giornata pesante, sorvolare la Sardegna di notte diretti verso il punto più lontano da casa non è il massimo. Comunque i passeggeri sono stati tutti abbastanza composti. Primi fra tutti il sindaco di Sassari Nicola Sanna e l’ex deputato Guido Melis, che tornavano in Sardegna dopo impegni romani. Solo un compagno di viaggio seduto in prima fila ha proposto l’ammutinamento: «Rifiutiamoci di scendere – ha suggerito – fino a quando non ci riportano ad Alghero». Ma il silenzio rassegnato della “truppa” lo ha fatto desistere.

A Cagliari la nebbia c’era, eccome, quando dopo le 23 l’aereo ha toccato la pista. Durante la cerimonia degli addii, la hostess ha fatto finta di non capire le cinquanta sfumature di insulti in sardo e in italiano alla compagnia, alla nebbia e qualcuna anche all’innocente equipaggio. Probabilmente fanno un apposito corso. Solo un paio di turisti stranieri sono sbarcati calmi e sereni. Evidentemente non avevano chiare le distanze tra Cagliari e Alghero. Una volta a terra, la pattuglia è stata presa in consegna da un’altra addetta aeroportuale, anche lei imperturbabile. «Riunitevi all’ingresso – ha ordinato –, vi chiameremo quando arriva il bus».

Un noto avvocato sassarese, reduce da un impegnativo processo in Cassazione, ha mostrato il lato polemico. «Eh no – si è ribellato –, io devo uscire a fumare una sigaretta, altrimenti fumo qui». Comunque, posso assicurare che non ha messo in pratica la minaccia. Nel frattempo, dal primo dei tre nastri scorrevoli hanno cominciato a girare i bagagli. Ci siamo precipitati però erano quelli dei passeggeri del volo Ryanair. «Le valigie da Fiumicino? – ha domandato la addetta – Dovete avere un po’ di pazienza perché c’è nebbia, ma le porteranno appena possibile». Decine di occhi hanno puntato come laser agli infrarossi il muso dell’aereo parcheggiato a poche decine di metri. Visione nitida, ma non siamo piloti e neppure facchini: rischi di una collisione di valigie sono ignoti ai profani. Comunque alla fine il bagaglio è stato recuperato e decine di uomini e donne armati di trolley hanno raggiunto velocemente il bagno piuttosto sporco, c’è da dire, non si sa se per l’ora o per l’assalto. «Non fate partire l’autobus senza di me» ha implorato una signora anziana prima di entrare. «Non si preoccupi – l’ha rassicurata la nostra “custode” – faremo l’appello, come a scuola». La battuta non ha fatto ridere nessuno, chissà perché. All’ingresso c’era il bar aperto dove, pagando ovviamente, qualcuno si è ristorato. Fuori Ryanair ha di nuovo battuto Alitalia sul tempo. L’autobus era già arrivato, mentre i passeggeri arrivati da Fiumicino con il volo Alitalia sono stati smistati in due gruppi: quelli che chiedevano di essere portati direttamente a Sassari da una parte, quelli che dovevano andare ad Alghero a ritirare l’automobile dall’altra di un marciapiede di un parcheggio deserto. Era passata da un po’ la mezzanotte e ci siamo resi conto che il sindaco Sanna e Guido Melis erano spariti dai radar. Attraverso uno scherzoso post su fb, abbiamo poi saputo che insieme a una pattuglia di passeggeri avevano preso a noleggio un piccolo bus che (Melis dixit) il sindaco ha guidato fino a Sassari. Non ci sarebbe da stupirsi: dopo il viaggio inaugurale del Pendolino, il primo cittadino ha una certa pratica di trasporti.

Noi altri invece abbiamo aspettato i bus sulla banchina. Si sono materializzati uno dopo l’altro dopo mezzanotte e mezza e tutti ci siamo precipitati a bordo come naufraghi sulle zattere. A bordo qualcuno ha dormito, un avvocato ha studiato il processo, la sottoscritta ha scritto questo articolo. Il viaggio è stato lungo e c’era molta nebbia, ma siamo arrivati. Dopo le 3. Per la cronaca, nessuno ci ha chiesto scusa.

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