La Nuova Sardegna

Centrali, niente essenzialità per il 2016

di Federico Sedda
Centrali, niente essenzialità per il 2016

Revocato ufficialmente dall’Authority il regime agevolato per Ottana, Fiume Santo e Portovesme nel Sulcis

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OTTANA. La risposta tanto temuta è arrivata. L’Autorità per l’energia ha accolto le richieste di Terna e revocato il regime di essenzialità per l’energia alle centrali di Ottana, Fiume Santo e Portovesme nel Sulcis. L’unico impianto che conserva l’essenzialità anche per il 2016 è quello turbogas di Assemini gestito da Enel, centrale per la quale è stata da tempo annunciata la dismissione. Nella delibera numero 573 del 27 novembre l’Authority recepisce integralmente le comunicazioni di Terna del 6 e del 9 novembre scorso. Gli impianti giudicati essenziali – almeno sino al 31 dicembre 2016 – sono 7: oltre ad Assemini, ecco Portoferraio di Enel, poi Montemartini di Acea Energia Holding, Porcari di Axpo Italia, Porto Empedocle, San Filippo del Mela e Trapani turbogas. Dall’elenco mancano gli impianti di Ottana Energia del gruppo Clivati e le centrali di Fiumesanto (ex E.On) e del Sulcis di Enel produzione. Per quest’ultima centrale rimane ancora da decidere la proroga del regime di interrompibilità attualmente all’esame della Commissione europea. Fin qui le decisioni assunte dagli organi tecnici, quali sono appunto Terna e l’Autority. Rimane, tuttavia, ancora aperta la porta della politica e delle istituzioni in seguito all’incontro al tavolo del ministero dello Sviluppo economico che si è tenuto il 24 novembre scorso tra Regione (il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras) e sindacati da una parte e il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Claudio De Vicenzi e il ministro, Federica Guidi, dall’altra.

Durante l’incontro era stata evidenziata la particolare condizione della Sardegna, isola non servita dal metano. Ed erano state sottolineate le conseguenze drammatiche della revoca dell’essenzialità: chiusura delle centrali e perdita di numerosi posti di lavoro. Dall’incontro i rappresentanti isolani erano andati via molto delusi. Ma lo stesso presidente Pigliaru, riferendo del colloquio avuto con il ministro Guidi in consiglio regionale, aveva ribadito che non tutto era perduto e che dal governo sarebbero arrivate risposte prima di Natale. Particolarmente atteso il tavolo tecnico per Ottana Energia sul cui futuro ha aperto uno spiraglio lo stesso ministro dello Sviluppo economico, che ha annunciato che la struttura tecnica del ministero e Terna stanno valutando l’opzione di un regime che garantisca a Ottana Energia “la riaccensione rapida e l’erogazione in rete in condizioni di equilibrio nella Sardegna centrale”. Al momento, però, le risposte annunciate dal governo non sono arrivate.

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