Procura: Mura lascia, il favorito è Garau

Il capo della Dda in pensione, 48 anni di processi: «Spero che il mio successore non sia scelto sulla base di lottizzazioni»

CAGLIARI. Mauro Mura, procuratore della Repubblica e capo della Direzione distrettuale antimafia sarda, abbandona la toga di magistrato dopo 48 anni di processi e di aule giudiziarie: non si direbbe, ma ha raggiunto l’età della pensione. C’era da aspettarselo: prima di salutare la folla di colleghi e amici che l’ha voluto abbracciare, il capo della Dda sarda ha lanciato un segnale forte e chiaro, strettamente conseguente al segno della sua carriera: «Ho imparato dal mio predecessore Carlo Piana qual è per un magistrato il valore dell’autonomia e dell’indipendenza, ogni mia scelta è stata ispirata a quei valori fondamentali, alla qualità e al merito. In questi giorni un nostro collega che ha svolto un’attività di magistrato esemplare non è diventato procuratore capo a Oristano. Io mi auguro che per quanto riguarda la Procura di Cagliari, questo è il mio sogno, chi verrà nominato risulti essere la persona più capace sulla base di dati obiettivi riscontrati sul fascicolo personale e di un’attività che si è svolta sotto gli occhi di tutti, non sulla base di una lottizzazione». Non è soltanto una parentesi tra momenti di commozione e parole di stima, ma la chiusa di un commiato ricco di rimandi all’etica della magistratura inquirente, a quell’indagare in ogni direzione, senza sconti ed eccezioni, che ha fatto della Procura di Cagliari una spina conficcata nel fianco delle famiglie cagliaritane del potere. Si fa presto a interpretare le parole di Mura: il riferimento era per il sostituto cagliaritano Emanuele Secci, bruciato sul filo di lana dal collega Ezio Basso, che al Csm l’ha superato di tre volti con l’aiuto decisivo di Unicost. Mura - da sempre esponente di Magistratura democratica - non l’ha detto, ma nell’austero corridoio della Procura e in tribunale serpeggia il timore che la di là dei valori personali abbia pesato sulla nomina il gioco delle correnti interne alla magistratura. L’ormai ex procuratore distrettuale ha inteso cogliere quel fatto recentissimo per lanciare un messaggio a futura memoria: no alle lottizzazioni e sì al valore individuale. Difficile capire se riguardasse anche l’attuale procuratore capo di Nuoro, Andrea Garau - che aderisce a Magistratura indipendente come il membro sardo del Csm Luca Forteleoni - candidato ad ereditare il sobrio ufficio appena lasciato libero da Mura.

«Un ufficio - ha detto il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi in un intervento emozionante e di rara intensità - che con Piana e Mura ha sempre avuto una porta di vetro, aperta a chiunque. Un ufficio che è sempre stato un presidio di legalità, dove ogni atto e decisione hanno avuto come unico riferimento la legge». Parlando del grande collega che lascia la magistratura Ganassi ha ricordato il lavoro compiuto nei crocevia della criminalità sarda e il rispetto tributato sempre («i rapporti dolci») da Mura ai collaboratori, fossero magistrati, poliziotti o carabinieri. Parole di grande stima sono arrivate anche dal presidente del tribunale Francesco Sette, che lascerà la toga lunedì prossimo. Quindi dalla presidente dell’Ordine degli avvocati Rita Dedola e da Michele Loi per le Camere penali. Ma la testimonianza più significativa è giunta forse dal personale amministrativo della Procura, rappresentato da Aldo Macis: «Questo grande magistrato che lascia il suo ufficio – ha detto – non sarà mai Mauro Mura ex di qualcosa, qualsiasi cosa faccia nel futuro sarà prima di tutto un uomo, sempre e solo Mauro Mura».

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