Sanità, accordo sull’Irpef: aumento per i redditi alti
Rialzo dell’aliquota solo per le fasce sopra i 28mila euro, riduzione per le altre La Giunta ha accolto le correzioni della maggioranza: oggi il voto in Consiglio
CAGLIARI. La missione è riuscita: l’addizionale regionale aumenterà solo per i redditi dai 28mila euro in su. Per le fasce più basse – fino a 15mila e dai 15mila ai 28mila – invece sarà addirittura più bassa di quella attuale e unica che è dell’1.23. Con un colpo di teatro, la maggioranza di centrosinistra è riuscita a dare una raddrizzata alla stangata (indispensabile, sostiene la Giunta) per coprire buona parte del disavanzo della sanità. È di 400 milioni nel 2015, più altri 900 presunti dal 2016 e fino al 2018 se non ci saranno i correttivi (leggi riduzione dei costi) annunciati nei giorni scorsi dalla Giunta col piano di rientro e altri interventi straordinari.
Robin Hood. Oggi a maggioranza e con i soli voti del centrosinistra, il Consiglio regionale dirà sì all’aumento delle aliquote Irpef regionali che saranno calcolate sui redditi del 2015 da dichiarare l’anno prossimo. Però la nuova tabella sarà completamente diversa da quella approvata dalla Giunta qualche giorno fa. Stavolta i rincari sembrano essere «più di sinistra» o quasi, e persino enfatizzati – parte della maggioranza l’ha fatto da subito – come una possibile «operazione Robin Hood». Perché? Perché saranno solo i contribuenti che dichiarano oltre 28mila euro a versare più soldi nelle casse della Regione. In totale e in tre anni (2016-2018), il contributo straordinario dovrebbe fruttare maggiori entrate per 441 milioni. Una parte arriverà dall’aumento dell’Irpef regionale (circa 100-110 milioni all’anno) e il resto (40-47 milioni) con un leggero rincaro dell’Irap ancora da quantificare (sarà dell’0.5%?) e comunque a carico solo delle imprese.
Aliquote più basse. La tabella o stangata proposta dalla Giunta non esiste più. Dopo l’ultimo vertice, con l’assessore al Bilancio Raffaele Paci, la maggioranza ha ottenuto una griglia almeno all’apparenza molto meno invasiva. Ecco il dettaglio. Finora le prime due fasce di reddito (entro i 15mila euro e dai 15mila ai 28mila) pagavano come tutte le altre l’1.23 per cento calcolato sull’imponibile lordo. Per questi contribuenti, ora l’aliquota invece scenderà allo 0.95 per cento, con un risparmio dello 0.28% (redditi fino a 15mila euro) e dello 0.03 per la fascia più affollata in Sardegna, quella dai 15mila ai 28 mila euro. Per essere ancora più chiari: chi nel 2016 denuncerà al Fisco 10mila euro alla fine risparmierà 28 euro all’anno, mentre nel caso di un imponibile di 20mila euro lo sconto sarà intorno ai 43,5 euro sull’attuale Irpef regionale e di ben -117 rispetto alla proposta della Giunta. E visto che l’addizionale è una tassa progressiva (è calcolata sulla differenza di reddito fra uno scaglione e l’altro) a beneficiare dello sconto saranno anche gli altri contribuenti, quelli dai 28mila e oltre, seppure di poco.
Aliquote più alte. Gli aumenti scatteranno, come detto, per i redditi sopra i 28mila euro e le altre due fasce: 55mila-75mila e oltre 75mila. Se per il primo scaglione, la Giunta aveva proposto un rincaro di quasi 2 punti, nella seconda tabella lo scarto è invece più basso, intorno all’1,5 per cento. In valori assoluti, per i redditi 28mila-55mila l’addizionale passerà dall’attuale 1.23% al 2.70%, con in media un esborso extra di 277,5 euro. Per la fascia 55mila-75mila, l’aliquota salirà dall’1.23 al 3.20 (+1.97), con un aumento medio di 454,5 euro all’anno per una dichiarazione intorno ai 60mila d’imponibile. Infine, per chi guadagna oltre 75mila, l’aliquota sarà del 3.33 per cento e con un aumento di oltre 2 punti rispetto all’addizionale regionale pagata nel 2015. (ua)
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