Entro luglio via alla Asl unica ma la maggioranza non è unita
CAGLIARI. L’Asl unica si farà, quando e come è ancora da decidere. Però con un certezza: il sogno non più segreto del presidente Francesco Pigliaru potrebbe essere licenziato molto presto (oggi o...
CAGLIARI. L’Asl unica si farà, quando e come è ancora da decidere. Però con un certezza: il sogno non più segreto del presidente Francesco Pigliaru potrebbe essere licenziato molto presto (oggi o gennaio) dalla Giunta se non dal Consiglio. La strategia della riforma in corsa è saltata fuori con l’emendamento numero zero. Non è stato ancora protocollato, ma oltre a prorogare fino al 31 marzo l’incarico agli undici commissari della sanità, in scadenza fra pochi giorni, c’è scritto: «Le Asl sono soppresse dal primo luglio, data in cui sarà istituita l’Azienda sanitaria unica regionale». La sigla proposta è persino difficile: Asur, uno scioglilingua. Per poi spiegare meglio cosa sarà nel quarto comma: «Entro marzo, la Giunta nominerà il direttore generale dell’Azienda unica, che assumerà le funzioni di commissario delle otto Asl» e «sempre a marzo saranno nominati i sub-commissari che svolgeranno le funzioni delegate». Punto e basta, nessun altro chiarimento e con il dubbio che dall’accorpamento annunciato potrebbero essere escluse le due Aziende miste universitarie (Cagliari e Sassari) e quella autonoma del Brotzu, amministra anche il Microcitemico e l’Oncologico. Ma l’emendamento passerà subito? È difficile. Potrebbe essere spacchettato per evitare un ennesimo duro faccia a faccia – è accaduto sull’Irpef e la riforma degli Enti locali – fra Giunta e maggioranza. In questo momento, molto complicato, la prova di forza sarebbe vista da diversi partiti della coalizione come una «sfida esagerata». Alla fine la mediazione potrebbe essere proprio spaccare in due l’emendamento numero zero e portare in aula (insieme al voto sulle aliquote) solo la proroga dei commissari. Il progetto dell’Asl unica sarebbe rinviato invece subito dopo l’approvazione del disegno di legge su Comuni ed ex Province e prima che cominci la sessione di bilancio. Una previsione lascia intendere: l’Azienda unica sarà discussa alla del prossimo mese.
Resta da capire come mai la Giunta e Pigliaru in particolare abbiano deciso di calare l’asso proprio nel pieno del dibattito difficile sull’Irpef. La risposta c’è ed è molto politica. Per dimostrare l’impegno forte e deciso della Regione nell’affrontare il disavanzo della sanità, il governatore avrebbe messo sul piatto questo concetto, riassunto e non virgolettato: Se chiediamo ai cittadini di contribuire con un aumento dell’addizionale, anche noi dobbiamo fare la nostra parte, oltre quello che abbiamo proposto. In altre parole, serviva una proposta ancora più dirompente della riorganizzazione dei posti letto e della sanità territoriale, insieme al pieno di rientro (da 328 milioni) e ai tagli agli sprechi nel bilancio della Regione. Ed ecco che è saltata fuori l’idea dell’Azienda unica regionale. È un progetto che da sempre attrae Pigliaru seppure senza dirlo mai in un contesto ufficiale se non in un convegno organizzato mesi fa dai Riformatori, che fanno parte della minoranza, e a novembre alla Fiera di Cagliari in occasione della presentazione della rete ospedaliera. E il passaggio va ricordato: «Oggi le Asl sono troppe, frazionate e ognuna fa di testa propria». Dopo poco più di un mese, ha fatto sapere agli alleati: «È arrivato il momento di proporre l’Azienda unica», ma per realizzare il suo sogno potrebbe servire ancora qualche settimana. (ua)
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