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Subito un risparmio di 960mila euro

Subito un risparmio di 960mila euro

ASL UNICA. Il taglio più evidente sarà questo: otto direttori generali in meno, quanto sono ora le Aziende sanitarie commissariate. Un manager dichiara in media un imponibile lordo di 120mila euro...

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ASL UNICA. Il taglio più evidente sarà questo: otto direttori generali in meno, quanto sono ora le Aziende sanitarie commissariate. Un manager dichiara in media un imponibile lordo di 120mila euro all’anno. La busta paga (il netto) supera i 5mila euro al mese. Il che vuol dire: con l’accorpamento ci sarà subito un risparmio secco di 960 mila anche se da questo tesoretto poi dovrà essere detratto l’ingaggio per il super manager al quale sarà affidata la Asur, l’Azienda unica regionale. Con l’accorpamento, saranno asciugate anche altre due figure di vertice: il direttore amministrativo (4.200 euro netti al mese) e quello sanitario (guadagna altrettanto). Oggi sono 16 sedici per otto Aziende e quindi il risparmio sarà di poco inferiore ai 300mila euro. Ma nel conto finale dovranno essere messi invece gli stipendi del super-amministrativo e del super-medico chiamati a gestire l’intero bilancio della sanità e tutti gli ospedali. Anche se poi non sarà così – stando alle indiscrezioni sul disegno di legge della Giunta – la Sardegna sarà divisa in distretti o ambiti strategici affidati alla gestione di direttori territoriali e quindi il tesoretto finale di un milione e 500mila euro diminuirà ancora.

PIANO DI RIENTRO. Secondo le previsioni della Giunta, nel triennio 2016-2018 il sistema sanitario dovrebbe spendere 328 milioni in meno. Nel dettaglio, 114 milioni dovrebbero essere garantiti dal riordino della rete ospedaliera. L’assessore alla Sanità ha annunciato che a fine gennaio la riorganizzazione dei posti letto sarà approvata definitivamente dalla Giunta, insieme alla rete territoriale sanitaria, a «conclusione del dibattito pubblico nei Comuni e nel forum sul sito della Regione». A breve dovrebbe partire la centrale unica d’acquisto, indispensabile e decisiva, che a regime potrebbe fruttare un risparmio nelle forniture di almeno l’otto per cento. Sarà considerevole viste le attuali e spropositate differenze negli acquisti (persino in quelli più banali) fra un’Asl e l’altra. Infine, la spesa farmaceutica (ora è disastrosa) con un risparmio annunciato di 113 milioni in tre anni.

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