La Nuova Sardegna

Le artigiane sarde soffrono la crisi

Confartigianato: «In otto anni chiuse 649 aziende: serve una nuova legge»

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SASSARI. Tra il 2008 e il 2015 sono sparite 649 “aziende artigiane al femminile”, pari all’undici per cento del totale. Otto anni di crisi in Sardegna hanno lasciato il segno anche nel tessuto imprenditoriale gestito dalle donne artigiane. Negli ultimi 12 mesi, il tasso di chiusura è arrivato all’1,4%. Sono questi i numeri a tinte fosche sulla salute del comparto diffusi nei giorni scorsi da Confartigianato Sardegna. L’appello per una nuova legge 215 lanciato dalla presidente Maria Carmela Folchetti: «occorrono interventi che liberino tutte le imprese da vincoli e costi che soffocano le iniziative».

I dati. La fotografia scattata dall’ufficio studi dice anche che il 19,8% delle imprese artigiane sarde è guidato da donne (13esimo posto in Italia), che 44.533 sono le donne imprenditrici in tutti i settori produttivi e che nella nostra isola tra il 2014 e il 2015, ha chiuso i battenti il 10,9% delle imprese gestite da donne (contro una media italiana del -0,5%). La Sardegna, con l'1,4% di chiusure artigiane negli ultimi 12 mesi, si attesta a metà classifica (media nazionale +0,2%). Da notare che nel periodo pre-crisi (2005-2008), l’imprenditoria artigiana femminile sarda cresceva più della media nazionale (+1,5% contro il -0,3% della media nazionale). Il settore che ha subito la maggior contrazione percentuale è quello delle costruzioni (-7,9%), segue il manifatturiero (-3,4%) e i servizi alle imprese (-1,4%).

Tra le vecchie province, 2.013 imprese artigiane (-1,5% rispetto al 2014) sono registrate a Cagliari. Seguono Sassari (1.783; -1,1% rispetto al 2014), Nuoro (863; - 2,3% rispetto al 2014) e Oristano (405; - 0,2% rispetto al 2014). I dati dimostrano come l'imprenditoria femminile sarda vada incoraggiata. E per incentivarla, Confartigianato propone una versione regionale della legge 215 per l’imprenditoria femminile. «La Regione potrebbe finanziare un intervento di questo tipo – sottolinea Folchetti - esattamente come accadde negli anni passati a livello nazionale».

Il dato sulla chiusura della attività gestite da donne in Sardegna (-10,9% tra il 2014 e 2015) la dice lunga di cosa significhi essere mamme che lavorano. Soprattutto per le imprenditrici, escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti per le lavoratrici dipendenti.

Nel corso della discussione della legge di Stabilità appena approvata, le imprenditrici sarde si sono battute per ottenere il voucher babysitting, che consiste in voucher rilasciati dall'Inps del valore di 600 euro spendibili per pagare il servizio.

«Ma questo non ci basta – conclude la presidente - stiamo combattendo la battaglia per ottenere anche altre agevolazioni come i voucher per l'assistenza ai familiari anziani e ai disabili e altro ancora». (s.s.)

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