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Lavoro, inizia un nuovo anno di lotta

Lavoro, inizia un nuovo anno di lotta

Tante vertenze aperte e molte incognite tra crisi dell’industria e i nodi dell’energia. Ma c’è chi finalmente sorride

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SASSARI. Per molti sarà ancora un anno di purgatorio. Per chi aspetta una opportunità occupazionale, dopo avere perso il lavoro che credeva lo accompagnasse sino alla pensione. Per alcuni, invece, il 2016 potrebbe essere l’anno della svolta. È il caso degli operai dell’Eurallumina, che la loro battaglia in difesa della fabbrica e del diritto al lavoro l’hanno combattuta sin dal primo istante con identica forza e dignità. Le ultime notizie sono buone, l’azienda potrebbe presto riprendere a marciare. A breve distanza, i cugini dell’Alcoa sono ancora appesi alle delicate e complicate questioni dell’energia: i potenziali acquirenti vogliono garanzie, non sono disposti a farsi carico degli altissimi costi energetici che l’isola sopporta, gap antico e difficilmente superabile. Al Nord, a Porto Torres, c’è viva preoccupazione. Perché le speranze riposte nel polo della chimica verde rischiano di naufragare dopo il disimpegno annunciato dall’Eni: in attesa ci sono tantissimi operai, la maggior parte dei quali rimasti a spasso dopo il fallimento del polo industriale e l’addio alla chimica di base. Il lavoro che non c’è resta la croce principale per la Sardegna, dove la disoccupazione raggiunge percentuali più alte rispetto alla media nazionale, dove un giovane su tre non ha impiego e dove c’è un foltissimo esercito di Neet, ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano,non lavorano e non sono impegnati in formazione. E ora cresce anche la preoccupazione in vista dell’approvazione della riforma degli enti locali con la cancellazione delle province e delle società partecipate. Per i dipendenti inizia un futuro misterioso. Comune a tutti è la voglia di non mollare. La stessa raccontata nelle due storie di questa pagina: quella di chi rischia di finire in purgatorio e di chi, invece, ne sta venendo fuori. (si. sa.)

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