L’isola in crisi: tutte le sfide
Trasporti, energia e lavoro i grandi temi da affrontare nel 2016
SASSARI. Un altro anno con l’elmetto. Perché le battaglie da combattere sono tante. Con il 2016 si apre una nuova stagione di sfide in un’isola che arranca, frenata e affamata dalla crisi. I grandi temi da affrontare non sono cambiati: trasporti, energia, lavoro che non c’è, industria agonizzante. In un quadro generale sconfortante, il gap dell’insularità continua a incidere parecchio perché amplifica i costi e tiene alla larga potenziali investitori. Ecco perché serve uno sforzo maggiore, un passo deciso in particolare per la crescita di quei settori in cui l’isola è più forte. Come il turismo, che nel 2015 ha regalato emozioni di gioia con percentuali di crescita importanti: figlie un po’ della situazione internazionale e dell’incubo terrorismo ma anche di un’offerta che ha saputo diversificarsi andando oltre la stagione classica. È evidente però che non basta, lo dicono i dati sulla disoccupazione, giovanile in particolare, e la continua emorragia di under 30.
La grande fuga. Il lavoro manca a un giovane su 3. Percentuale altissima, superiore alla media nazionale. Complessivamente, il 18 per cento dei sardi non ha un’occupazione. Qualcosa negli ultimi mesi si è mosso. E in attesa che si concretizzi la ripresa che secondo l’Istat inizierà proprio nel 2016, la sfida principale è fermare la fuga e lo spopolamento. Settemila giovani che ogni anno fanno la valigia per cercare fortuna altrove danno la misura della gravità della situazione. Contemporaneamente, i paesi più piccoli si spopolano: secondo gli ultimi dati entro il 2050 almeno 160 centri spariranno dalle cartine dell’isola.
I nodi. Lo sviluppo passa attraverso trasporti più efficienti, costi più bassi dell’energia, turismo tutto l’anno e investimenti intelligenti, calibrati sulla base delle potenzialità dell’isola. Ultimamente, con Ryanair che annuncia la smobilitazione con il taglio di 22 rotte e l’Authority per l’energia che revoca il regime agevolato alle centrali isolane, il quadro generale si è fatto abbastanza fosco. Nel primo caso, la sfida è giocata da un sistema misto pubblico privato. Per quanto riguarda l’energia, le trattative sono in corso ai tavoli ministeriali. È evidente che i due temi – trasporti e costo dell’energia – sono cruciali e strettamente collegati a tutti gli altri. Perché il turismo non può decollare senza un efficiente sistema di trasporti e il tessuto produttivo rischia di restare al palo se gli investitori si danno alla fuga e i loro soldi li utilizzano altrove. Peggio ancora: investono nell’isola, avviano le attività e dopo poco tempo fanno la valigia. Lasciando cattedrali nel deserto e dipendenti a spasso.
Le strategie. Basta all’assistenzialismo, stop alle politiche passive. La strategia per dare una rinfrescata all’appeal dell’isola passa attraverso investimenti mirati, addio ai finanziamenti a pioggia che danno ristoro ma non placano la grande sete. Il governatore Pigliaru più volte ha espresso questo concetto, spesso suscitando reazioni vivaci: no a progetti calati dall’alto che spesso si rivelano flop ma che sinora sono stati accolti con entusiasmo perché garantivano numerosi posti di lavoro. La strategia è cambiata: l’obiettivo è sostenere l’avvio di attività che possano radicarsi nell’isola perché legate al territorio e alle sue caratteristiche. E dunque avere vita lunga.
Fermare i giovani. Quelli andati via difficilmente ritornano. A meno che l’offerta non sia irrinunciabile. Per frenare l’emorragia di ventenni e trentenni, spesso con una laurea in tasca, magari più di un master e due o tre lingue conosciute, servirebbe un autentico miracolo. La difficilissima sfida è appena iniziata. La Regione ci sta provando con il progetto europeo Garanzia Giovani, che anche per il 2016 sarà rifinanziato. Si punta sulla formazione, sulla possibilità di frequentare corsi e tirocini per inserire i giovani nel mercato del lavoro. Una scommessa appena partita nella quale è fondamentale il ruolo delle imprese: dovranno essere loro a offrire, a chi vuole andare via in cerca di fortuna, l’occasione giusta per non partire.
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