La Nuova Sardegna

Nessuna notizia del tecnico di Capoterra rapito in Libia

Nessuna notizia del tecnico di Capoterra rapito in Libia

È stato rapito in una calda d'estate in un paese allo sbando, teatro di scontri feroci. Fausto Piano (foto) 61 anni, di Capoterra, si trovava lì da qualche mese. Meccanico, lavora per la Bonatti,...

1 MINUTI DI LETTURA





È stato rapito in una calda d'estate in un paese allo sbando, teatro di scontri feroci. Fausto Piano (foto) 61 anni, di Capoterra, si trovava lì da qualche mese. Meccanico, lavora per la Bonatti, società di costruzioni di Parma. Con lui, nelle mani dei sequestratori, anche tre colleghi, dipendenti della stessa azienda. Piano era rientrato in Africa da poco, dopo avere trascorso qualche giorno di riposo a Capoterra, nella casa in via Carbonia che divide con la moglie Isabella. Poi era ripartito per la Libia, per riprendere il lavoro interrotto.

La mattina del 20 luglio i quattro dipendenti della Bonatti, diretti a Mellitah, sono stati sequestrati pochi chilometri prima di arrivare a destinazione, nei pressi di Zuwara.

Tre le ipotesi: l’Isis, perché nell’area è crescente la presenza di miliziani del Califfato islamista; le milizie, perché pochi giorni prima

in Marocco era stato firmato un accordo per la pacificazione nazionale senza gli islamisti di Tripoli; oppure criminali comuni che avrebbero sequestrato i quattro a scopi estorsivi.

La famiglia di Fausto Piano da quel 20 luglio vive sospesa, continuamente a contatto con la Farnesina da dove arrivano rassicurazioni. Ma la tensione è altissima e la preoccupazione cresce ogni giorno di più.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Vendita record

Villa Certosa agli Al Thani, Fininvest conferma l’offerta vincolante

Le nostre iniziative